Sali su una collina e trovi una reggia con Masaccio, Botticelli, Tiziano e un Caravaggio, dentro un bosco di centoventi ettari chiuso al traffico. È l'unico posto a Napoli dove arte e verde sono la stessa gita — e l'unico dove si può stare sdraiati sull'erba senza pensieri.
Carlo di Borbone la fece costruire dal 1738 per ospitare la collezione Farnese che aveva ereditato dalla madre, Elisabetta Farnese. Nasce quindi come contenitore per una collezione, non come residenza a cui poi si aggiunsero dei quadri.
Oggi il Museo e Real Bosco di Capodimonte conserva Masaccio, Botticelli, Tiziano, Parmigianino, Bruegel, El Greco, Simone Martini, e la Flagellazione di Caravaggio.
C'è anche una sezione di arte contemporanea, con il celebre Vesuvius di Andy Warhol.
Le sale sono moltissime: metti in conto almeno mezza giornata e non provare a correre. La tentazione di attraversare è la peggior consigliera qui.
Centoventi ettari, gratuiti, chiusi al traffico. Nato nel Settecento come riserva di caccia dei Borbone, è il parco pubblico più grande di Napoli.
Viali rettilinei che convergono, prati, alberi secolari, e un silenzio che a Napoli è raro abbastanza da essere notevole. I napoletani lo usano come i londinesi usano i loro parchi.
Dentro ci sono edifici storici e la Real Fabbrica delle Porcellane, la manifattura fondata dai Borbone da cui viene il nome «porcellana di Capodimonte».
Chiude al tramonto, con orari che cambiano con la stagione: verificali, soprattutto d'inverno.
Sul confine con la Sanità, a pochi minuti a piedi. Sono le catacombe più estese del Sud Italia: due livelli di gallerie larghe come strade, affreschi dal II secolo, e la più antica raffigurazione conosciuta del patrono.
Sono gestite dalla cooperativa La Paranza, nata da giovani del rione Sanità: uno dei casi italiani più riusciti di patrimonio che diventa lavoro per chi ci vive intorno.
Visita solo guidata, biglietto cumulativo con San Gaudioso. Prenota.
Il Parco del Poggio e i Colli Aminei aggiungono altro verde e altri panorami sulla città.
E scendendo verso la Sanità si incontrano i palazzi di Sanfelice, la Basilica della Sanità e il Cimitero delle Fontanelle: la combinazione Capodimonte più Sanità è una delle giornate migliori che Napoli offra.
Mezza giornata — il bosco e una passeggiata. Gratis.
Una giornata piena — il museo con calma più il bosco. È la formula giusta.
Una giornata e mezza — se aggiungi le catacombe, che sono un'ora e mezza guidata, e la discesa verso la Sanità.
Oltre non c'è materiale, ma il museo da solo giustifica una giornata dedicata: è una delle grandi pinacoteche d'Europa e viene visitata da una frazione delle persone che affollano il Museo Archeologico.
Il bosco è la risposta. Prati, viali larghi, niente traffico, spazio per correre. È uno dei pochi posti a Napoli dove si può portare il pranzo al sacco e stare.
Il museo con i bambini funziona meglio se selezioni due o tre sale invece di attraversarlo tutto.
Il museo è enorme e al coperto: una giornata di pioggia a Capodimonte è una giornata ben spesa, e ci sarà meno gente del solito.
Il bosco con la pioggia forte diventa scivoloso, e in caso di allerta meteo può chiudere.
Autobus dalla stazione centrale e da piazza Cavour. Oppure a piedi dalla Sanità: venti minuti in salita, attraversando un pezzo di città che dal finestrino non si vede.
Porta acqua: dentro il bosco i punti di ristoro sono pochi e distanti.
Zona residenziale: trattorie di quartiere e pizzerie che lavorano per chi ci abita, prezzi bassi, qualche locale con giardino — cosa rara a Napoli.
Molti portano il pranzo nel bosco, ed è una scelta legittima e bellissima. Ristoranti a Capodimonte · parchi · musei e luoghi.