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Oscar Wilde a Posillipo: i mesi napoletani dopo il carcere — I grandi artisti e Napoli
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Oscar Wilde a Posillipo: i mesi napoletani dopo il carcere

📍 I grandi artisti e Napoli 1897 · Villa Giudice

Nel maggio del 1897 Oscar Wilde usci dal carcere di Reading. Era stato condannato a due anni di lavori forzati per la sua relazione con Lord Alfred Douglas, aveva perso tutto — casa, figli, reputazione, salute — e non gli restavano che tre anni di vita. A settembre era a Napoli.

Ci venne con Douglas, la persona per cui era stato distrutto, e questo dice quasi tutto sulla libertà che gli restava di scegliere.

Una villa a Posillipo

I due presero una villa a Posillipo, affacciata sul golfo. Doveva essere un rifugio: un posto lontano dall'Inghilterra dove nessuno li conosceva e dove la vita costava poco. Per qualche settimana lo fu.

Poi arrivò la reazione. Le famiglie di entrambi tagliarono i sussidi con la condizione esplicita che si separassero, e senza soldi Wilde non poteva restare. Non fu la morale a dividerli: fu il denaro, usato come strumento della morale.

Cosa scrisse qui

In quei mesi napoletani Wilde lavorò a La ballata del carcere di Reading, il poema sull'esecuzione di un uomo visto in prigione, che sarebbe uscito nel 1898. È l'ultima opera che pubblicò, e non somiglia a niente di quello che aveva scritto prima: nessuna brillantezza, nessun paradosso. Solo una voce che racconta cosa succede a un uomo dentro.

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Che quel testo sia stato lavorato guardando questo golfo è un fatto documentato. Che il golfo ci sia entrato dentro è un'ipotesi da lettori, e come tale la lasciamo.

Perché Napoli

La domanda non è retorica, e la risposta dice qualcosa su questa città. Napoli era, nell'Europa dell'Ottocento, uno dei pochi posti dove si poteva essere quello che a Londra ti costava due anni di lavori forzati. Non per tolleranza dichiarata — le leggi c'erano anche qui — ma per una distanza pratica fra la legge e la vita che i viaggiatori del Nord notavano e cercavano.

È lo stesso motivo per cui a Napoli arrivavano i malati, gli scapestrati, gli esuli e i cadetti di famiglia mandati lontano. Questa città ha ospitato a lungo chi non poteva stare altrove, e lo ha fatto senza fare proclami.

Come finì

Wilde lasciò Napoli all'inizio del 1898. Andò a Parigi, dove morì nel novembre del 1900, a quarantasei anni, in una stanza d'albergo. I mesi di Posillipo furono l'ultimo periodo in cui scrisse qualcosa.

La villa non è un luogo di pellegrinaggio e non c'è niente da visitare. Ma la costa che aveva davanti si percorre ancora, e la guida sta in cosa fare a Posillipo.

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