L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellì due città in modi completamente diversi, e questa differenza è la ragione per cui oggi Pompei ed Ercolano offrono due esperienze che non si sostituiscono a vicenda.
Pompei fu coperta da lapilli e cenere: gli edifici cedettero sotto il peso, i piani superiori crollarono, ma l'estensione conservata è enorme — circa 44 ettari, una città intera con foro, terme, anfiteatro, botteghe e case.
Ercolano fu investita da flussi piroclastici che la sigillarono sotto una coltre compatta di materiale. Il risultato è che qui si sono conservate cose che a Pompei sono andate perse: travi di legno, porte, mobili, tessuti carbonizzati, e interi secondi piani ancora in piedi.
Ercolano se hai poco tempo, se fa molto caldo, se viaggi con bambini o se ti interessa capire come si viveva: è compatta, si gira in due ore, l'ombra c'è, e la conservazione è impressionante.
Pompei se vuoi la scala urbana, il colpo d'occhio della città romana completa, e hai almeno tre o quattro ore piene con scarpe comode.
L'errore più comune è provare a fare entrambe in un giorno insieme al Vesuvio: si finisce per attraversarle di corsa.
Gran parte di ciò che rendeva spettacolari quelle case — affreschi, mosaici, bronzi, oggetti quotidiani — non è più sul posto: è al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il mosaico della Battaglia di Alessandro dalla Casa del Fauno, gli affreschi della Villa dei Misteri, gli argenti: tutto lì.
Questo cambia il modo giusto di organizzare la visita: vedere gli scavi e poi il museo (o viceversa) rende entrambe le esperienze molto più comprensibili. Chi visita solo gli scavi vede case spoglie senza sapere che cosa contenessero.
Entrambi i siti si raggiungono con la Circumvesuviana dalla Stazione Centrale di Napoli, in circa 35-40 minuti. Le fermate sono «Pompei Scavi – Villa dei Misteri» e «Ercolano Scavi», entrambe a pochi minuti a piedi dagli ingressi. È un treno regionale, spesso affollato: tienine conto per orari e bagagli.
Andare nelle ore centrali d'estate: a Pompei l'ombra è scarsissima e le pietre riflettono il calore. Apri la giornata all'orario di apertura.
Non portare acqua: dentro Pompei ci sono fontanelle, ma le distanze sono lunghe.
Scarpe sbagliate: il basolato romano è irregolare e scivoloso; i sandali sono una pessima idea.
Non pianificare il percorso: Pompei è talmente grande che senza una mappa e tre o quattro obiettivi precisi (Foro, Terme Stabiane, Casa del Fauno, Anfiteatro, Villa dei Misteri) si finisce per camminare a caso.
La salita al cratere richiede circa mezza giornata considerando trasferimenti e camminata (20-30 minuti di sentiero in lapillo). Abbinarlo a Ercolano funziona; abbinarlo a Pompei è realistico solo partendo molto presto. Vedere il vulcano dopo aver visto le città che ha sepolto, però, è l'ordine che dà più senso alla giornata.