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Lo scudetto del 2023 — Napoli e lo sport
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Lo scudetto del 2023

📍 Napoli e lo sport Il terzo titolo, 33 anni dopo Maradona

Trentatré anni dopo l'ultimo scudetto vinto con Diego Armando Maradona nel 1990, il Napoli è tornato campione d'Italia nella stagione 2022-2023, sotto la guida tecnica di Luciano Spalletti, in un campionato dominato dall'inizio alla fine con un margine di vantaggio sulle inseguitrici che ha reso la vittoria matematica con largo anticipo sul termine della stagione, agli inizi di maggio 2023.

La squadra costruita da Spalletti si distinse per un gioco offensivo e spettacolare, capace di unire solidità difensiva e un attacco tra i più prolifici del campionato: il nigeriano Victor Osimhen, capocannoniere della stagione, e il georgiano Kvicha Kvaratskhelia, rivelazione assoluta del torneo per qualità tecnica e capacità di decidere le partite, formarono insieme ad altri protagonisti come Piotr Zieliński e Stanislav Lobotka un collettivo capace di tenere testa e superare nettamente squadre con budget e tradizione vincente ben superiori.

Le celebrazioni cittadine che seguirono la conquista matematica del titolo furono tra le più imponenti nella storia recente di Napoli: giorni interi di festeggiamenti spontanei nelle strade, altari e decorazioni azzurre in ogni quartiere, murales dedicati alla squadra e ai propri giocatori affiancati a quelli storici di Maradona, in un'esplosione di gioia collettiva che superò per intensità e durata persino le previsioni più ottimistiche, coinvolgendo l'intera città ben oltre i tifosi abituali dello stadio.

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Il paragone con l'epoca di Maradona fu inevitabile e costantemente evocato durante tutta la stagione: se i due scudetti degli anni Ottanta e Novanta erano stati costruiti attorno al genio individuale di un singolo campione capace di trascinare una squadra altrimenti di livello medio, il terzo scudetto del 2023 nacque invece da un progetto collettivo e da una programmazione societaria di lungo periodo, sotto la presidenza di Aurelio De Laurentiis, segno di una maturazione strutturale del club oltre che di una singola stagione fortunata.

Luciano Spalletti, tecnico toscano già noto per esperienze importanti in altre grandi squadre italiane, ricevette al termine della stagione riconoscimenti individuali significativi, inclusi i principali premi come miglior allenatore del campionato, prima di lasciare la panchina del Napoli a fine stagione, in un passaggio che chiuse un ciclo irripetibile con la stessa rapidità con cui si era aperto, lasciando comunque un'eredità tecnica e simbolica destinata a restare a lungo nella memoria dei tifosi.

Per la città, il terzo scudetto ha avuto un significato che è andato ben oltre lo sport, in perfetta continuità con quanto già accaduto ai tempi di Maradona: un momento di orgoglio collettivo e riscatto simbolico per una città che, nell'immaginario sportivo e non solo, aveva atteso oltre tre decenni per tornare a festeggiare il proprio titolo, questa volta con l'aggiunta di una consapevolezza nuova — quella di aver costruito la vittoria non attorno a un solo uomo, ma a un intero progetto sportivo.

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