Se chiedi a un napoletano di uno sport in cui la città vince, risponderà calcio. Se glielo chiedi due volte, dirà pallanuoto — e la seconda risposta è quella con i numeri migliori. Nella vasca il Posillipo ha vinto scudetti e coppe europee con una continuità che il calcio, a Napoli, non ha mai avuto.
Fondato nel 1925, è una delle società di pallanuoto più titolate d'Italia e d'Europa. Il periodo d'oro è tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, con scudetti e Coppe dei Campioni conquistati contro le grandi squadre ungheresi, jugoslave e spagnole.
La sede è sul mare, a Posillipo, e le partite si giocano in una città dove la pallanuoto è uno sport popolare, non di nicchia.
Per una ragione geografica: il golfo. La pallanuoto nasce come sport di mare aperto, praticato dai circoli nautici, e Napoli ha una tradizione di circoli affacciati sull'acqua che risale all'Ottocento — Savoia, Italia, Posillipo, Canottieri Napoli.
In quei circoli si nuotava e si giocava da bambini. È la stessa dinamica dei campetti di calcio nei vicoli, spostata in acqua.
La pallanuoto napoletana ha rifornito costantemente la nazionale italiana, il Settebello, con giocatori formati nei circoli cittadini.
È un dato che vale la pena tenere presente quando si parla di sport a Napoli: la città non produce solo tifosi, produce atleti — solo che lo fa in discipline che non riempiono i giornali.
Il campionato di pallanuoto si gioca da autunno a primavera. I biglietti costano poco, gli impianti sono piccoli e si sta vicinissimi all'acqua: è uno degli sport più belli da vedere dal vivo e più deludenti in televisione.
Verifica il calendario della stagione sui siti delle società.
Dal lungomare tra il Borgo Marinari e Mergellina si vedono, la mattina, gli equipaggi di canottaggio e i nuotatori dei circoli. Non si paga niente e non serve permesso: è una delle cose che si guardano passeggiando.