Patrimonio UNESCO. San Gregorio Armeno, decumani, basiliche e botteghe del presepe.
Il centro storico di Napoli è la parte meno verde della città: costruita e ricostruita per venticinque secoli sopra sé stessa, non ha lasciato molto spazio agli alberi. Il verde che c'è è quindi doppiamente prezioso, e quasi sempre nascosto dietro un muro.
Dodici ettari a duecento metri dal traffico di via Foria, fondati nel 1807 per decreto napoleonico. Felci arboree, palme, un deserto di succulente, serre ottocentesche in ferro e vetro.
L'ingresso è gratuito, ma normalmente su prenotazione e in fasce orarie: è una struttura universitaria e segue il calendario accademico.
Sono il vero verde del centro storico. Il chiostro maiolicato di Santa Chiara, con i pergolati e le piastrelle dipinte. Il chiostro di San Gregorio Armeno, con la fontana barocca e il silenzio a dieci metri dalla strada dei presepi. Quello di San Domenico Maggiore.
Alcuni hanno un biglietto, altri si attraversano gratis entrando dalla chiesa.
Piazza Bellini, con le mura greche scoperte al centro e i tavolini attorno, è il salotto all'aperto più usato del centro. Piazza Cavour e la Villa comunale di piazza Cavour danno un po' d'ombra sul lato nord.
D'estate il centro storico è caldo e senza ombra. Chiostri e chiese sono anche rifugi termici: dieci minuti dentro Santa Chiara valgono più di qualsiasi bibita.
L'elenco nasce dalle mappe aperte di OpenStreetMap e dai dati che vi sono stati inseriti da chi conosce queste strade. Non è completo e non pretende di esserlo: verifica sempre orari e apertura prima di metterti in cammino.