Palazzo Firrao, la facciata che si prende la piazza
In via Santa Maria di Costantinopoli, la strada che sale da Port'Alba verso il Museo Archeologico, c'è una facciata che non somiglia alle altre: marmi e piperno, colonne, e busti che ti guardano dall'alto. Non sono santi né allegorie: sono sovrani di casa d'Asburgo. Una famiglia napoletana li mise lì per dire con chi stava, e ci sono ancora.
Il palazzo
L'edificio nasce nella seconda metà del Cinquecento, quando l'allargamento delle mura voluto dal viceré don Pedro de Toledo apre questa zona; nel 1621 lo compra il principe Cesare Firrao, e tra il 1635 e il 1645 la famiglia rifà la facciata per raccontare il proprio rango e la fedeltà agli Asburgo.
Il disegno è attribuito in prevalenza a Cosimo Fanzago, ma i lavori li portò a termine la stessa squadra di marmorari e scultori della cappella Firrao in San Paolo Maggiore. La facciata, in piperno e marmi pregiati su muri di mattoni, è uno degli esempi più vistosi di barocco civile napoletano applicato a un fronte di strada.
I busti
Raffigurano sovrani della casa reale spagnola. La loro presenza su un palazzo privato è un atto politico: nella Napoli vicereale, dichiarare pubblicamente la propria fedeltà alla corona spagnola era un investimento sociale.
È un dettaglio che vale più di molti trattati sulla società napoletana del Seicento: il potere si esibiva sulla strada. E la strada se ne ricordava: durante la rivolta del 1647 il palazzo rischiò di essere distrutto proprio per la posizione filospagnola del principe, e si salvò per l'intervento del cardinale Filomarino.
Che cosa guardare
Le decorazioni marmoree del portale, i busti nella parte alta e gli stemmi. Sotto la volta dell'androne c'è ancora lo stemma dei Sanseverino di Bisignano, che ereditarono il palazzo dopo il matrimonio del 1789 con l'ultima erede dei Firrao.
La strada
Via Santa Maria di Costantinopoli è la strada dei librai, dell'Accademia di Belle Arti e di piazza Bellini con le mura greche a vista; in alto sbuca sul Museo Archeologico Nazionale. Il palazzo per oltre un secolo ha ospitato gli uffici dell'azienda dell'acqua cittadina e dal 2005 è tornato a uso residenziale: si guarda da fuori.
È anche una delle zone più vive la sera, con i locali di piazza Bellini a pochi passi.
Dove si trova
Via Santa Maria di Costantinopoli 98, tra piazza Bellini e il Museo Archeologico (metro Linea 1 Museo, Linea 2 Piazza Cavour). La facciata si guarda dalla strada, gratis, a qualsiasi ora.