Entri da un portale rinascimentale su via San Biagio dei Librai, e in fondo al cortile c'è una testa di cavallo alta più di un metro. Non è decorazione: è il residuo di una storia che comincia con Lorenzo il Magnifico e finisce con un cavallo di bronzo fuso per farne una campana.
Costruito attorno al 1466 per Diomede Carafa, conte di Maddaloni, consigliere dei re aragonesi e uno degli uomini più colti della corte napoletana.
È uno dei migliori esempi di architettura rinascimentale a Napoli, con il portale in piperno di gusto catalano-durazzesco e il cortile porticato.
Diomede Carafa vi raccolse una collezione di antichità che fu tra le prime raccolte archeologiche private d'Europa.
Quella che si vede nel cortile è una copia in marmo. L'originale, in bronzo, fu donato a Diomede Carafa da Lorenzo de' Medici nel 1471.
L'attribuzione a Donatello è tradizionale ma non accertata: la critica moderna la mette in discussione e propone altre ipotesi. L'originale bronzeo è oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Il pezzo si lega a una storia più antica. Davanti al Duomo, nel Medioevo, esisteva una statua equestre di bronzo che i napoletani ritenevano opera di Virgilio mago e a cui attribuivano il potere di guarire i cavalli malati.
Nel 1322 fu fusa per ricavarne una campana del Duomo. Restano solo la testa — quella al Museo Archeologico, secondo una tradizione — e il cavallo rampante nello stemma della città.
Il cortile è generalmente accessibile dalla strada negli orari diurni: si entra dal portale, si guarda, si esce. È un condominio: vale il rispetto dovuto a casa d'altri.
Via San Biagio dei Librai 121, nel cuore di Spaccanapoli, a pochi metri da Palazzo Marigliano e dalla Cappella Sansevero.