Una sala lunga, doppio ordine di scaffali in legno chiaro, ballatoio, scale a chiocciola. Ci sono decine di migliaia di volumi e un silenzio che sa di carta vecchia. Qui è sepolto Giambattista Vico, e da qui, tra il 2011 e il 2012, sono spariti migliaia di libri antichi.
Fondato alla fine del Cinquecento dai padri Oratoriani di san Filippo Neri — detti a Napoli «girolamini» — il complesso comprende la chiesa, due chiostri, la quadreria e la biblioteca.
La chiesa conserva opere di Luca Giordano, Francesco Solimena, Guido Reni e Battistello Caracciolo. La facciata è settecentesca.
Giambattista Vico è sepolto qui.
Aperta al pubblico dal 1586, è tra le più antiche biblioteche pubbliche d'Europa. Conserva un patrimonio di oltre centosessantamila volumi, con incunaboli, cinquecentine e manoscritti.
La sala monumentale settecentesca, con gli scaffali su due ordini e il ballatoio, è uno degli ambienti più belli della città.
Tra il 2011 e il 2012 la biblioteca fu sistematicamente saccheggiata. L'allora direttore fu arrestato e condannato: migliaia di volumi antichi furono sottratti e immessi sul mercato internazionale.
È stato uno dei più gravi episodi di sottrazione di beni culturali della storia italiana recente. Parte dei libri è stata recuperata all'estero, altri no.
La vicenda ha portato al commissariamento e a un lungo lavoro di riordino, catalogazione e messa in sicurezza.
Perché è bellissima, e perché sapere quello che è successo cambia il modo in cui la si guarda. Un patrimonio non è al sicuro per il fatto di essere importante: è al sicuro solo se qualcuno lo controlla.
Chiesa, quadreria e biblioteca hanno orari e modalità di accesso che sono cambiati più volte negli ultimi anni per via dei lavori. Verifica prima di andare.
Via Duomo 142, di fronte al Duomo di Napoli e a pochi passi da Donnaregina e dal Museo del Tesoro di San Gennaro.