Sali una scala, apri una porta, e ti aspetti un'aula. Trovi un salone con il soffitto affrescato e gli stucchi dorati, e dentro ci sono trenta studenti con il computer aperto. È il modo migliore in cui un palazzo può finire: non conservato sotto vetro, ma usato.
L'impianto è cinquecentesco. Nel Settecento i Saluzzo di Corigliano lo trasformarono, facendone decorare gli ambienti di rappresentanza con affreschi e stucchi.
Si affaccia su piazza San Domenico Maggiore, cioè su una delle piazze più stratificate del centro antico.
I saloni del piano nobile conservano decorazioni settecentesche di buona qualità: soffitti dipinti, sovrapporte, stucchi.
Alcuni ambienti hanno mantenuto pavimenti e arredi fissi originali.
Il palazzo è sede dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, che è l'istituzione universitaria di studi orientali più antica d'Europa: nasce nel 1732 dal Collegio dei Cinesi fondato da Matteo Ripa, missionario che aveva portato a Napoli alcuni giovani cinesi per formarli.
È un dettaglio che vale la pena tenere a mente mentre si attraversa il cortile: quel palazzo ospita una scuola che studia l'Asia da quasi trecento anni.
Essendo una sede universitaria, cortile e spazi comuni sono accessibili negli orari di apertura, con la discrezione che si deve a un luogo dove qualcuno sta studiando.
L'accesso ai saloni affrescati dipende dalle attività in corso: sono aule e sale conferenze, non spazi museali.
Piazza San Domenico Maggiore. Sulla stessa piazza ci sono la basilica dove insegnò Tommaso d'Aquino, la guglia settecentesca e Palazzo Firrao. A cinquanta metri, la Cappella Sansevero.