Se il munaciello rappresenta il lato dispettoso e ambivalente del folklore domestico napoletano, «'a bella 'mbriana» ne è la controparte quasi speculare: uno spirito femminile, benevolo per definizione, che la tradizione popolare descrive come una presenza silenziosa e protettiva legata non a una persona ma alla casa stessa, quasi un genius loci nel senso più letterale del termine latino — lo spirito custode di un luogo.
Il nome stesso è oggetto di diverse ipotesi etimologiche tra gli studiosi di tradizioni popolari campane: c'è chi lo fa derivare da «meridiana», legandolo simbolicamente alla luce del mezzogiorno che nella tradizione contadina rappresentava un momento di quiete e protezione, e chi invece lo ricollega più direttamente a una radice che indica semplicemente una presenza femminile di casa, «'mbriana» come corruzione dialettale di termini legati alla domesticità. Al di là dell'origine precisa, ciò che conta per la tradizione orale è la funzione attribuita a questa figura: una sorta di angelo custode laico e domestico, distinto dalle figure religiose ufficiali ma altrettanto radicato nella pratica quotidiana delle famiglie napoletane più legate alle usanze antiche.
A differenza del munaciello, che nella tradizione può manifestarsi con dispetti concreti — oggetti spostati, rumori, piccoli scherzi — 'a bella 'mbriana è descritta quasi sempre come una presenza discreta, quasi impercettibile, il cui effetto si misura non in eventi specifici ma nell'atmosfera generale della casa: una casa «fortunata», dove le cose vanno bene e la famiglia prospera, è tradizionalmente considerata una casa in cui 'a bella 'mbriana ha scelto di dimorare e restare.
La tradizione popolare prescriveva, e in alcune famiglie prescrive ancora oggi come gesto scaramantico più che come credenza letterale, piccoli rituali di rispetto verso questa presenza: lasciare aperta una finestra o un angolo della casa perché lo spirito potesse entrare e uscire liberamente, evitare di parlarne con disprezzo o scetticismo eccessivo all'interno delle mura domestiche, e in alcuni racconti persino lasciare simbolicamente un piccolo spazio o una sedia libera durante i pasti familiari.
Il culto domestico di spiriti protettori legati alla casa non è un'esclusiva napoletana — figure analoghe esistono nel folklore di molte culture mediterranee ed europee, dai lari della religione romana ai brownies della tradizione anglosassone — ma la persistenza di 'a bella 'mbriana nella cultura popolare partenopea, insieme al munaciello, testimonia quanto la casa stessa, nell'immaginario napoletano tradizionale, sia stata concepita non come semplice struttura fisica ma come spazio abitato anche da presenze invisibili che ne condividono la sorte con gli abitanti umani.
Oggi, nell'epoca dei condomini moderni e delle case sempre più anonime, il riferimento a 'a bella 'mbriana sopravvive più come espressione colloquiale — «ce sta 'a bella 'mbriana ccà dinto» detto scherzosamente di una casa dove tutto sembra andare per il verso giusto — che come credenza praticata seriamente, ma resta un tassello importante per comprendere la ricchezza del folklore domestico napoletano e il modo in cui la cultura popolare della città ha sempre trattato la casa come un organismo vivo, non solo come un edificio.