Dalla Riviera di Chiaia non la vedi: c'è un cancello, e dietro un giardino che assorbe il rumore del traffico in una decina di passi. Poi appare una villa bianca con il colonnato, e dentro ci sono ancora i mobili, i libri, il pianoforte, le tende. Non è stata allestita: è stata semplicemente lasciata com'era quando l'ultima proprietaria se n'è andata.
Fu costruita a partire dal 1826 per Ferdinand Acton, figlio di sir John Acton, primo ministro dei Borbone. Il progetto neoclassico, con il portico ionico, è dell'architetto Pietro Valente.
Nel 1841 passò ai Rothschild, la famiglia di banchieri che aveva una filiale a Napoli, e che vi introdusse gli arredi e il gusto internazionale che ancora la caratterizzano.
Nel 1867 fu acquistata dai Pignatelli Cortes, da cui il nome attuale. L'ultima proprietaria, Rosina Pignatelli, la donò allo Stato italiano nel 1952 perché diventasse museo.
Le sale del piano nobile conservano arredi, quadri, porcellane e la biblioteca originali. La sala rossa, la sala verde, il salone da ballo e la veranda in ferro e vetro restituiscono con precisione l'ambiente domestico dell'aristocrazia napoletana dell'Ottocento.
Il museo porta il nome ufficiale di Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortes.
In un padiglione del parco è ospitata una collezione di carrozze ottocentesche, donata alla città: berline, calessi, carrozze da città e da viaggio. È una raccolta poco nota e insolita per l'Italia.
Il parco all'inglese, con alberi secolari, è uno dei pochi spazi verdi di Chiaia. Ospita concerti e iniziative culturali, soprattutto in primavera e in estate.
Riviera di Chiaia 200, a pochi minuti a piedi dalla Villa Comunale e dall'Acquario. Ha un giorno di chiusura settimanale: verificalo prima di andare.