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Palazzo Donn'Anna — Posillipo
03 — Musei & Cultura

Palazzo Donn'Anna

📍 Posillipo Visibile dall'esterno
Indicazioni stradali ↗ ★ 4.8 · 56 recensioni ✓ Scheda premium verificata

Sta sulla roccia, con i piedi nell'acqua, e non è mai stato finito. Le finestre del piano più alto si aprono sul vuoto, gli archi non reggono niente, il mare entra dentro le fondamenta a ogni mareggiata. È il palazzo più malinconico di Napoli, e forse il più bello: un edificio rimasto a metà per trecentottant'anni, che continua a guardare il golfo come se aspettasse qualcuno.

Anna Carafa

I lavori cominciarono nel 1642 su progetto di Cosimo Fanzago, il più importante architetto del barocco napoletano, per Anna Carafa della Stadera, moglie di Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres e viceré di Napoli.

L'edificio doveva essere una residenza sontuosa affacciata sul mare. Ma il viceré fu richiamato in Spagna, e Anna Carafa morì nel 1644, appena due anni dopo l'inizio dei lavori. Il cantiere si fermò e non riprese mai.

Un rudere abitato

Nei secoli successivi il palazzo fu progressivamente occupato e frazionato. Il terremoto del 1688 e le mareggiate lo danneggiarono ripetutamente.

Oggi è proprietà privata, suddiviso in appartamenti e studi. Non è visitabile all'interno, salvo rare aperture eccezionali in occasione di eventi culturali.

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Le leggende

Al palazzo è legata una fitta tradizione popolare. La più diffusa attribuisce l'edificio alla regina Giovanna — confondendo probabilmente due sovrane omonime con la committente seicentesca — e racconta di amanti fatti annegare dalle grate che si aprono sul mare.

Si tratta di leggende senza fondamento storico: Anna Carafa non fu regina e non abitò mai il palazzo. Ma raccontano bene l'effetto che questa architettura incompiuta ha sempre avuto su chi la guarda dal mare.

Dove guardarlo

Il punto migliore è largo Sermoneta, all'inizio di via Posillipo, o meglio ancora dal mare: qualsiasi giro in barca lungo la costa di Posillipo ci passa davanti.

Al tramonto, quando la luce arriva di taglio e accende il tufo, è uno degli scorci più fotografati della città. Sotto il palazzo c'è la spiaggia di Donn'Anna, piccola e frequentata dai napoletani più che dai turisti.

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