Orto Botanico di Napoli
Attraversi via Foria, che è una delle strade più rumorose di Napoli, spingi un cancello e in venti secondi sei dentro un bosco. Ci sono felci arboree, palme altissime, un deserto in miniatura, uno stagno con i fiori di loto. Dodici ettari di silenzio dentro il quartiere più denso della città, e non si paga niente per entrarci.
La fondazione napoleonica
Fu istituito con decreto del 1807 da Giuseppe Bonaparte, allora re di Napoli, mentre i lavori proseguirono con Gioacchino Murat: l'Orto aprì nel 1811. La progettazione si deve agli architetti Giuliano de Fazio e Vincenzo Paoletti.
Nasce nel clima delle riforme del decennio francese, con una duplice finalità: ricerca scientifica e coltivazione di piante utili all'alimentazione in un regno colpito da carestie ricorrenti.
Oggi fa parte dell'Università Federico II ed è uno degli orti botanici più importanti d'Europa per estensione e ricchezza delle collezioni.
Le collezioni
Circa dodici ettari e alcune migliaia di specie vegetali. Tra i settori più notevoli: il deserto, con succulente e cactacee; il filiceto, dedicato alle felci, tra i più ricchi d'Europa; la palmeta; le serre storiche in ferro e vetro; l'area delle piante acquatiche.
Notevole anche la sezione di etnobotanica, dedicata al rapporto tra piante e culture umane, e le collezioni di specie a rischio del Mediterraneo, che l'orto conserva a fini di tutela.
Il Castello
All'interno c'è un edificio più antico dell'Orto stesso, detto il Castello, che oggi ospita il museo e gli uffici; aule, erbario e biblioteca stanno in un altro edificio. L'erbario napoletano conserva campioni raccolti a partire dall'Ottocento.
Come visitarlo
L'ingresso è gratuito. Il sito ufficiale indica oggi l'accesso libero, senza prenotazione, nei giorni e negli orari di apertura fissati dall'università, che seguono il calendario accademico: verifica sul sito prima di andare.
Via Foria 223, vicino a piazza Carlo III e al Real Albergo dei Poveri. In primavera è nel momento migliore, ma anche l'autunno ha i suoi colori.
È uno dei pochissimi posti a Napoli dove si può stare seduti su una panchina senza sentire un motorino.