C'è un quadro, in questo museo, che Caravaggio finì di dipingere poche settimane prima di morire. Si vede la freccia già conficcata, il volto di Orsola che guarda in basso la propria ferita con una specie di sorpresa mite, e dietro, nel buio, un uomo che allunga il collo per vedere: è lui, è l'autoritratto. È l'ultima cosa che ha dipinto. Vale il viaggio da sola.
Gallerie d'Italia — Napoli è la sede napoletana del circuito museale di Intesa Sanpaolo. Dal 2022 occupa Palazzo Piacentini, in via Toledo 177, ampliando e sostituendo la precedente sede di Palazzo Zevallos Stigliano, poco più avanti sulla stessa strada.
Il nuovo spazio, molto più grande, ha permesso di esporre nuclei di collezione prima non visibili e di ospitare grandi mostre temporanee.
È l'opera più importante della collezione. Caravaggio la dipinse a Napoli nel maggio 1610 per il principe genovese Marcantonio Doria. Morì a Porto Ercole nel luglio dello stesso anno: è quindi la sua ultima opera documentata.
Una lettera dell'epoca racconta che la vernice fresca fu danneggiata dal sole durante l'asciugatura e che il quadro dovette essere ritoccato prima della spedizione. È uno dei rari casi in cui la vicenda materiale di un dipinto è documentata giorno per giorno.
La scena è ridotta all'osso: niente folla, niente paesaggio, solo cinque figure emergenti dal buio nell'istante immediatamente successivo al colpo.
Vedute napoletane del Sei e Settecento, un nucleo importante di Gaspar van Wittel, la scultura di Vincenzo Gemito, ceramiche attiche e magnogreche, e una sezione dedicata alla fotografia contemporanea.
Via Toledo 177, a pochi minuti da piazza del Plebiscito e dalla metropolitana di Toledo — la stazione dell'arte, che merita una sosta anche solo per le scale mobili.
Ha un giorno di chiusura settimanale: verifica prima di andare. Le mostre temporanee possono richiedere un biglietto separato.