Ponti, stazioni e gallerie raramente diventano il motivo principale di un viaggio a Napoli. Eppure sono proprio queste opere a spiegare come una geografia complessa — colline, vallate, mare e zone costruite su livelli diversi — riesca a funzionare come una città unica.
Napoli ha una geografia che non concede niente di piatto: le infrastrutture esistono proprio per collegare mondi che altrimenti resterebbero separati da un dislivello o da una vallata.
Le stazioni della metropolitana contemporanea meritano un racconto tutto loro — arte, ingegneria e progettazione dello spazio convivono nello stesso soffitto, ed è per questo che c'è già una guida dedicata solo a loro: le stazioni dell'arte.
Le gallerie stradali hanno avuto un ruolo importante nella trasformazione della mobilità urbana, e un ponte modifica la percezione dello spazio creando spesso punti di osservazione che nessuno aveva previsto come panoramici.
Linee, simmetrie e prospettive rendono le infrastrutture soggetti fotografici forti — ma non sono set fotografici: evita carreggiate, aree ferroviarie o zone interdette, sempre.
Guardare le infrastrutture significa capire la Napoli che si muove, non soltanto quella che si visita da fermi.