Napoli ha avuto un'idea che poche città hanno avuto: invece di costruire stazioni della metropolitana funzionali e anonime, ha affidato ciascuna a artisti e architetti contemporanei, trasformando la rete in un museo attraversato ogni giorno da decine di migliaia di persone che non hanno pagato un biglietto d'ingresso.
Il progetto delle Stazioni dell'Arte, avviato negli anni Novanta lungo la Linea 1, coinvolge oltre duecento opere di artisti italiani e internazionali. Il biglietto della metropolitana costa quanto una corsa urbana: è probabilmente il rapporto qualità-prezzo migliore di tutta la città.
Progettata dall'architetto catalano Óscar Tusquets Blanca e inaugurata nel 2012, è regolarmente indicata tra le stazioni metropolitane più belle d'Europa. L'elemento centrale è il «Crater de Luz», un pozzo di luce rivestito di mosaici blu che scende per decine di metri: salendo la scala mobile si ha la sensazione di risalire dal fondo del mare verso la superficie.
È anche la stazione più profonda della rete, ed è questo che ha reso possibile l'effetto: la profondità non è stata nascosta, è stata usata.
Università (Karim Rashid): colori accesi, superfici fluide, un linguaggio dichiaratamente digitale, dedicato al tema della conoscenza contemporanea.
Materdei: mosaici e installazioni diffuse, una delle prime realizzate e tra le più amate dai napoletani.
Salvator Rosa: si estende all'esterno, con interventi che riqualificano lo spazio urbano attorno all'ingresso — un caso in cui la stazione ha cambiato il quartiere e non solo sé stessa.
Museo: collega la metropolitana al Museo Archeologico Nazionale, con calchi di statue classiche che fanno da ponte tra la città antica e quella contemporanea.
Garibaldi: il grande intervento sulla stazione centrale, con le scale mobili immerse in una struttura in acciaio e vetro.
Un percorso efficiente si fa in circa un'ora e mezza, scendendo e risalendo con lo stesso biglietto entro la validità oraria: parti da Garibaldi, fermati a Università, poi Toledo (dedicaci più tempo), quindi Salvator Rosa e Materdei, chiudendo a Museo per uscire davanti al Museo Archeologico.
Verifica la validità temporale del titolo di viaggio prima di partire, perché scendere e risalire più volte richiede un biglietto ancora valido a ogni ingresso.
Al di là della bellezza, il progetto ha avuto un effetto concreto: ha portato arte contemporanea in quartieri che non hanno musei, e l'ha resa parte del tragitto quotidiano di chi va a lavorare. È il motivo per cui i napoletani ne parlano con un orgoglio che raramente riservano alle infrastrutture — e per il visitatore è l'occasione di vedere una Napoli che non c'entra nulla con l'immagine da cartolina.