In «Ieri, oggi, domani» c'è una donna di Forcella che vende sigarette di contrabbando e resta incinta ogni volta che rischia l'arresto, perché le madri non si arrestano. Ride, urla, contratta, riempie lo schermo. Quella donna è la cosa più vicina a Napoli che il cinema italiano abbia mai messo in scena — e la interpretava una che a Pozzuoli, da bambina, la fame l'aveva vista davvero.
Sofia Villani Scicolone nasce nel 1934 a Roma, ma cresce a Pozzuoli, nella casa della famiglia materna, in condizioni di grande povertà.
Attraversa lì l'infanzia della guerra: Pozzuoli, per la vicinanza agli impianti industriali e al porto, fu bombardata pesantemente.
A quindici anni partecipa a concorsi di bellezza, poi comparse a Cinecittà. Il produttore Carlo Ponti, che diventerà suo marito, ne guida la carriera e le fa cambiare il nome in Sophia Loren.
«L'oro di Napoli» (1954) di Vittorio De Sica: nell'episodio «Pizze a credito» è la moglie del pizzaiolo, e la scena della camminata sotto la pioggia entra immediatamente nell'immaginario.
«Ieri, oggi, domani» (1963), sempre di De Sica: nell'episodio «Adelina» interpreta la venditrice di sigarette di Forcella. Il film vince l'Oscar per il miglior film straniero.
«Matrimonio all'italiana» (1964), dalla «Filumena Marturano» di Eduardo De Filippo, accanto a Marcello Mastroianni.
Nel 1962 vince l'Oscar come migliore attrice protagonista per «La ciociara» di De Sica: è la prima interprete a ottenerlo per una performance non in lingua inglese.
Nel 1991 riceve l'Oscar alla carriera.
Loren ha portato nel cinema mondiale una fisicità e una parlata che l'Italia esportava malvolentieri, perché considerate popolari e meridionali. Il fatto che il pubblico internazionale le abbia amate proprio per quello ha cambiato qualcosa.
A Pozzuoli, in via Solfatara, una targa segnala la casa dove crebbe. Il Rione Terra, il centro antico della città, è oggi visitabile: è il paesaggio della sua infanzia.