Le location del cinema a Napoli: dove sono state girate le scene
Napoli è un set che non chiude mai. Il motivo è semplice e un po' crudele: la città non ha bisogno di scenografia, perché è già scenografia. Il regista arriva, gira l'angolo, e trova un fondale che a Cinecittà costerebbe una fortuna. Molti di quei luoghi si possono visitare, e riconoscerli cambia il modo in cui li si guarda.
Piazza del Plebiscito e il Palazzo Reale
Compaiono in decine di film, dagli anni Cinquanta a oggi. La piazza vuota, con il colonnato in curva, è una delle immagini più usate del cinema italiano.
Sorrentino l'ha usata più volte; è uno dei luoghi ricorrenti del suo immaginario napoletano.
La Galleria Umberto I
Cupola in ferro e vetro, pavimento a mosaico, luce che scende dall'alto: è un set naturale. Sotto la galleria c'era il Salone Margherita, primo café-chantant d'Italia, luogo di nascita del varietà.
Il Rione Luzzatti
Il quartiere popolare della periferia orientale dove Elena Ferrante ambienta «L'amica geniale». La serie ha ricostruito parte degli ambienti in studio, ma il rione esiste ed è quello.
È una zona residenziale ordinaria, senza attrattive turistiche: se ci vai, vacci con la consapevolezza che è un posto dove la gente abita e lavora.
Le Vele di Scampia
Le architetture che hanno fatto da sfondo a «Gomorra». Vanno dette due cose. La prima: sono state in parte abbattute, nell'ambito di un programma di riqualificazione, e il paesaggio è cambiato.
La seconda, più importante: Scampia non è una meta turistica, e il fenomeno dei tour organizzati nei luoghi della serie è stato contestato duramente dagli abitanti. È un quartiere di decine di migliaia di persone che non hanno chiesto di diventare un'attrazione.
Se ti interessa il tema, leggi il libro. Non serve andarci a fare fotografie.
I luoghi di Sorrentino
«È stata la mano di Dio» è girato in gran parte in luoghi reali: Posillipo, il lungomare, i quartieri residenziali. Il film è autobiografico e la geografia è quella vera della sua adolescenza.
Lo stadio San Paolo, oggi Maradona, ha un ruolo centrale nel racconto.
L'oro di Napoli
Il film di Vittorio De Sica del 1954 è un documento su come la città appariva allora. L'episodio «Pizze a credito», con Sophia Loren, è ambientato nei vicoli del centro.
Molti di quegli scorci sono riconoscibili ancora oggi, il che dice qualcosa sulla continuità di questa città.
Come si fa un giro
Piazza del Plebiscito → Galleria Umberto I → via Toledo → Quartieri Spagnoli copre a piedi la maggior parte delle location del centro, in un paio d'ore.
Posillipo e il lungomare richiedono un mezzo e mezza giornata.
Una regola
Le location che sono quartieri abitati — Rione Luzzatti, Scampia, i vicoli dei Quartieri — non sono set. Si visitano come si visita un quartiere: camminando, senza puntare la macchina fotografica addosso alla gente.