Palazzo Petrucci e la congiura dei baroni
Su piazza San Domenico Maggiore c'è un portale rinascimentale che appartenne all'uomo più potente del Regno dopo il re. Antonello Petrucci era arrivato da niente ed era diventato segretario di Ferrante d'Aragona. Poi decise che il re doveva cadere, e sbagliò i conti.
Il palazzo
Costruito nel primo Quattrocento dai Del Balzo, passò a metà del secolo ad Antonello Petrucci, segretario del re Ferrante d'Aragona.
È uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale civile conservati nel centro antico, con il portale marmoreo di gusto durazzesco-catalano e il cortile.
La congiura
Nel 1485 parte della nobiltà del Regno si sollevò contro Ferrante: è la congiura dei baroni, uno degli episodi decisivi della storia del Regno di Napoli. Antonello Petrucci vi partecipò.
Il re la gestì con freddezza. Convocò i congiurati a Castel Nuovo con il pretesto di un matrimonio, li fece arrestare durante il banchetto, e li processò.
Petrucci fu decapitato in piazza Mercato nel 1487, insieme ai figli e agli altri cospiratori. I beni furono confiscati.
Dove si incastra con il resto della città
La sala di Castel Nuovo in cui avvenne l'arresto si chiama ancora oggi Sala dei Baroni, e per decenni vi si è riunito il Consiglio comunale di Napoli.
Piazza Mercato, dove le esecuzioni avvennero, è la stessa piazza in cui nel 1268 fu decapitato Corradino di Svevia e in cui nel 1799 furono giustiziati i repubblicani. È il luogo dove il potere napoletano ha regolato i conti per cinque secoli.
Che cosa si vede
Il portale e il cortile, dalla strada. L'edificio è privato e in parte destinato ad altre attività.
Nel palazzo oggi c'è la pizzeria Palazzo Petrucci, nei locali dove dal 2007 c'era il ristorante; il ristorante stellato oggi è a Posillipo.
Dove si trova
Piazza San Domenico Maggiore, accanto a Palazzo Corigliano e a pochi passi dalla Cappella Sansevero e da Palazzo Diomede Carafa.