Torna alla home
Settembre a Napoli: come superare il rientro dalle vacanze — Benessere · lettura 7 min
10 — Magazine

Settembre a Napoli: come superare il rientro dalle vacanze

📍 Benessere · lettura 7 min

Il primo settembre ha qualcosa di particolare. Le vacanze sono appena finite, Napoli torna ai suoi ritmi abituali, e improvvisamente la sveglia, il lavoro, gli impegni e le responsabilità sembrano occupare tutto lo spazio che fino a pochi giorni fa era dedicato al mare, alle passeggiate, alle cene fuori e alle persone care. È quello che viene spesso chiamato post-vacation blues: quella sensazione di malinconia, irritabilità o difficoltà a ritrovare il proprio equilibrio dopo un periodo di pausa. Può succedere anche qualcosa di più sottile — sentirsi più nervosi con il partner, avere meno voglia di uscire, percepire le giornate come troppo lunghe o troppo piene, e cominciare a pensare che durante le vacanze «eravamo un'altra persona». Ma c'è un errore da evitare: pensare che l'unica soluzione sia aspettare la prossima estate.

Il problema non sono soltanto le vacanze finite

Durante le ferie cambiano molte cose contemporaneamente: si dorme magari qualche ora in più, si cammina maggiormente, si sta all'aperto, si mangia con calma, si incontrano amici e parenti, si fanno passeggiate senza una meta precisa, e soprattutto si interrompe la ripetizione della quotidianità. Il ritorno al lavoro elimina improvvisamente gran parte di questi piccoli momenti, e per questo il rientro può essere vissuto come una perdita enorme anche quando, razionalmente, sappiamo che le vacanze dovevano finire. La soluzione può allora essere sorprendentemente semplice: non eliminare completamente ciò che ci faceva stare bene in estate, ma provare a portarne una piccola parte dentro la nuova routine.

Se lavori in smart working, non trasformare casa in un ufficio

Lo smart working può sembrare la soluzione ideale al rientro, ma presenta anche un rischio: lavorare senza più percepire una vera separazione tra tempo professionale e tempo personale. Se possibile, è importante fare delle pause vere — alzarsi dalla scrivania, uscire qualche minuto, prendere un caffè, fare due passi, comprare qualcosa o semplicemente stare all'aperto. Non serve una pausa di un'ora: anche quindici minuti possono diventare un piccolo appuntamento con se stessi. L'obiettivo è evitare che una giornata di smart working diventi otto ore davanti allo stesso computer, nella stessa stanza, senza mai avere la sensazione di essere davvero usciti di casa.

Se lavori fuori o sei sempre in giro, fermati comunque

Chi lavora come rappresentante, commerciale, o passa gran parte della giornata fuori, può avere un problema diverso: essere sempre in movimento senza concedersi una vera pausa. Anche in questo caso può essere utile staccare per quindici minuti — e perché non ricostruire proprio uno dei rituali dell'estate? Fermarsi in un bar o in una gelateria, prendere un gelato e mangiarlo con calma. Può sembrare una cosa banale, ma è esattamente questo il punto: non bisogna aspettare il sabato o una settimana di ferie per concedersi un momento piacevole. Un gelato in pausa può diventare un piccolo pezzo di estate dentro una giornata di lavoro.

La sera, se puoi, esci di casa

Un'altra abitudine facile da perdere a settembre è quella di uscire semplicemente perché si ha voglia di farlo. Dopo una giornata di lavoro, soprattutto se si è lavorato da casa, può essere naturale rimanere sul divano, cenare e passare la serata davanti alla televisione o al telefono. Se possibile, invece, fai una passeggiata: non deve essere necessariamente un allenamento, può essere una passeggiata sul lungomare, per le strade del quartiere, in centro o semplicemente sotto casa. A Napoli questo è particolarmente facile — settembre permette ancora di vivere la città all'aperto, e trasforma una normale serata in un piccolo momento di svago. L'importante è interrompere la sequenza: lavoro → casa → cena → divano → letto.

Non aspettare ottobre per ricominciare a fare sport

Settembre è anche il momento ideale per riprendere un'attività fisica, e in questo caso vale una regola semplice: non rimandare subito a ottobre quello che puoi iniziare a settembre. Palestra, piscina, corsa, padel, calcio, tennis, danza o qualsiasi altra attività che possa piacere. L'obiettivo non deve essere necessariamente dimagrire o raggiungere una particolare forma fisica: lo sport può servire anche a creare una nuova struttura nella settimana. Il lunedì e il giovedì in palestra, il mercoledì in piscina, una corsa nel fine settimana — impegni che diventano appuntamenti personali e che impediscono alla routine di riprendersi completamente le giornate.

E lo sport può diventare anche un modo per conoscere persone

Durante le vacanze siamo portati a parlare con più persone, conoscere gente nuova, incontrare amici e vivere maggiormente la socialità. Al ritorno possiamo chiuderci nuovamente nella nostra routine. Iscriversi a una palestra, a una piscina o a un'attività sportiva significa anche creare occasioni di incontro: non è necessario diventare immediatamente amici di tutti, è sufficiente avere nuovi contatti, scambiare qualche parola, uscire dalla propria bolla quotidiana.

Pubblicità

Rivedi le persone che hai incontrato in vacanza

Non lasciare le amicizie estive in agosto. Se durante le vacanze hai conosciuto qualcuno con cui sei stato bene, scrivigli. Se hai passato qualche giornata con parenti che normalmente vedi poco, organizza un pranzo o una cena. Se hai incontrato amici che non vedevi da mesi, proponi un aperitivo. A volte la sensazione di malinconia non deriva soltanto dalla fine delle vacanze, ma dalla perdita improvvisa di quella rete di relazioni che avevamo costruito durante quei giorni: portarla avanti anche dopo può rendere il passaggio alla normalità molto meno brusco.

E con il partner?

Anche qui vale lo stesso principio. Durante le vacanze probabilmente avete fatto più cose insieme: avete camminato, mangiato fuori, parlato, visitato posti, visto tramonti, preso un gelato, o semplicemente trascorso più tempo senza guardare continuamente l'orologio. Al ritorno non bisogna pretendere di replicare la vacanza, ma si può ricreare qualche piccolo rituale: una passeggiata insieme dopo cena, un gelato, una cena fuori ogni tanto, un'ora senza telefoni, una domenica diversa dal solito. Il problema spesso non è che la coppia improvvisamente non funzioni più — è che la coppia torna improvvisamente a vivere soltanto dentro gli impegni.

Non devi ricreare agosto. Devi salvare alcune cose di agosto

Non possiamo vivere tutto l'anno come se fossimo in vacanza, e probabilmente non sarebbe nemmeno possibile. Possiamo però chiederci: cosa facevo in vacanza che mi faceva stare bene? Camminavo di più? Stavo più tempo all'aperto? Vedevo più persone? Facevo sport? Mangiavo con maggiore calma? Passavo più tempo con il mio partner? Avevo più momenti senza telefono? Una volta individuate queste cose, possiamo provare a inserirne alcune nella vita quotidiana — anche in forma ridotta.

A Napoli settembre può essere ancora estate

C'è poi un piccolo vantaggio per chi vive a Napoli: il primo settembre non significa necessariamente che l'estate sia finita. Le giornate sono ancora lunghe, il clima permette spesso di stare all'aperto, e la città continua a offrire occasioni per uscire, camminare, incontrare persone e vivere il tempo libero. Per questo il rientro non deve necessariamente essere un interruttore — non è «31 agosto: vacanza, 1 settembre: vita normale» — può essere invece una transizione: un po' di lavoro, un po' di sport, una passeggiata, una cena con gli amici, un gelato durante una pausa, una serata fuori e qualche momento recuperato per se stessi.

Se ti senti giù dopo le vacanze, non pensare subito che ci sia qualcosa che non va

La malinconia del rientro può essere una reazione comprensibile al cambiamento di ritmo. Il punto è osservare quello che succede: se dopo qualche giorno ci si sente semplicemente meno energici, può essere utile concedersi tempo e ricostruire gradualmente le proprie abitudini. Se invece il malessere diventa intenso, persistente o interferisce significativamente con la vita quotidiana e con le relazioni, parlarne con un professionista può essere una scelta sensata. Perché il vero obiettivo non è sopravvivere fino alla prossima vacanza: è riuscire a costruire una quotidianità nella quale stare bene anche quando non siamo in vacanza.

La piccola sfida di settembre

Per cominciare può bastare poco: una pausa vera durante il lavoro, un gelato senza fretta, una passeggiata la sera, un'iscrizione in palestra o in piscina, una cena con un amico, una telefonata a qualcuno conosciuto in vacanza, un'uscita con il proprio partner. Piccole cose, ma capaci di impedire che il ritorno alla routine cancelli completamente quella parte di noi che in vacanza avevamo ritrovato.

Continua a leggere

Cosa fare a Napoli per San Gennaro: itinerario tra Duomo, centro storico e luoghi del santo Una passeggiata che unisce la cerimonia del 19 settembre a un attraversamento a piedi del centro storico, tra Duomo, decumani e Forcella. 48 ore a Napoli, senza commettere il classico errore del turista Guida completa per due giorni intensi tra centro storico, lungomare e quartieri autentici. Le terrazze segrete del Vomero: cinque indirizzi che i napoletani non dicono I punti panoramici meno turistici del Vomero, raccontati da chi ci vive.
Pubblicità