Il rione Sanità è, tra tutti i quartieri di Napoli, quello che negli ultimi quindici anni ha vissuto la trasformazione più sorprendente: da zona storicamente associata a criminalità e degrado a uno degli esempi più citati in Italia di rigenerazione urbana guidata dal basso, grazie soprattutto al lavoro delle cooperative giovanili che hanno riportato alla luce e reso visitabile un patrimonio archeologico straordinario rimasto per decenni chiuso e dimenticato.
La giornata alla Sanità inizia idealmente dalle Catacombe di San Gennaro, il più importante complesso paleocristiano dell'Italia meridionale: gallerie sotterranee scavate a partire dal II secolo d.C., che custodiscono affreschi, mosaici e sepolture di un'antichità che precede di molti secoli la Napoli barocca che i turisti generalmente associano alla città.
Le catacombe sono gestite proprio dalla cooperativa di giovani del quartiere che ne ha guidato la riscoperta, e le visite guidate — un dettaglio che rende l'esperienza ancora più significativa — sono spesso condotte da ragazzi cresciuti nella stessa Sanità, per i quali il lavoro nelle catacombe ha rappresentato una concreta alternativa occupazionale in un quartiere storicamente segnato da alti tassi di disoccupazione giovanile.
Uscendo dalle catacombe, il Ponte della Sanità — un imponente viadotto borbonico che sovrasta letteralmente il rione — offre un punto di osservazione insolito sull'intero quartiere: sotto di esso si sviluppa la vita quotidiana della Sanità, con i suoi bassi, i suoi mercatini e le sue facciate barocche spesso ancora segnate dal tempo ma non per questo meno affascinanti.
Il cuore del rione custodisce anche la Basilica di Santa Maria della Sanità, un capolavoro barocco del primo Seicento costruito sopra un'ulteriore area cimiteriale paleocristiana, con una cripta sotterranea che completa idealmente il percorso archeologico iniziato nelle catacombe poco distanti.
Il pranzo alla Sanità ha un nome che ormai è conosciuto ben oltre i confini del quartiere: la pizzeria Concettina ai Tre Santi, fondata da una storica famiglia di pizzaioli del rione e oggi tra le insegne più premiate della città, simbolo essa stessa della rinascita di questo angolo di Napoli attraverso il lavoro e la qualità piuttosto che attraverso interventi calati dall'alto.
Camminare per la Sanità nel pomeriggio, tra i vicoli e le piazzette dove i bambini giocano a pallone e gli anziani siedono fuori dai bassi, restituisce un'immagine di Napoli molto più autentica e meno patinata rispetto al centro storico più turistico: un quartiere che si è reinventato senza rinnegare la propria identità popolare.
Raggiungere la Sanità è semplice grazie alla fermata Museo della metropolitana Linea 1, a pochi minuti a piedi dall'ingresso delle catacombe: un collegamento che ha reso questo rione, un tempo isolato nell'immaginario collettivo dei napoletani stessi, una tappa ormai imprescindibile per chi vuole capire davvero la Napoli contemporanea.
Le visite guidate delle catacombe e le passeggiate nel rione organizzate dalle stesse cooperative locali restano il modo più autentico per scoprire questa parte di Napoli: un'esperienza che unisce archeologia, arte barocca e rigenerazione sociale in un'unica giornata, raccontata da chi il quartiere lo vive e lo ha trasformato in prima persona.