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Caravaggio a Napoli: la mappa delle sue opere in città — Cultura · 10 min
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Caravaggio a Napoli: la mappa delle sue opere in città

📍 Cultura · 10 min

Caravaggio arrivò a Napoli da fuggiasco, nell'autunno del 1606. A maggio a Roma aveva ucciso Ranuccio Tomassoni in una rissa ed era stato condannato. Napoli, governata dai viceré spagnoli e tra le città più popolose d'Europa, gli offrì protezione e committenti. Ci restò due volte: dall'autunno 1606 all'estate 1607, prima di partire per Malta, e di nuovo dall'autunno 1609 all'estate 1610, poco prima di morire a Porto Ercole. In tutto meno di due anni. Oggi in città restano tre suoi dipinti, in tre luoghi diversi.

Le Sette opere di Misericordia, Pio Monte della Misericordia

È l'unico Caravaggio di Napoli ancora nel posto per cui fu dipinto: l'altare maggiore della chiesa del Pio Monte della Misericordia, in via dei Tribunali 253, a pochi passi dal Duomo. L'istituzione, fondata nel 1602 da un gruppo di nobili napoletani, è ancora attiva. Il quadro, pagato all'inizio del 1607, mette insieme in un'unica scena notturna le sette opere di misericordia corporale: dar da mangiare, vestire, seppellire i morti e le altre, ambientate in quello che sembra un vicolo napoletano. Nel 1613 i governatori del Pio Monte stabilirono che non sarebbe mai stato venduto né spostato. Il biglietto comprende anche la quadreria al piano superiore, con dipinti di altri pittori napoletani del Seicento.

La Flagellazione di Cristo, Museo di Capodimonte

Dipinta nel 1607 per la cappella della famiglia de Franchis nella chiesa di San Domenico Maggiore, vicina agli ambienti del Pio Monte. Il Cristo legato alla colonna, con due aguzzini in ombra, è tra le sue opere più forti. Dal 1972 è al Museo e Real Bosco di Capodimonte; nella cappella di San Domenico Maggiore oggi c'è una copia, attribuita ad Andrea Vaccaro. Alcuni studiosi pensano che Caravaggio ci abbia rimesso mano durante il secondo soggiorno, nel 1610.

Il Martirio di sant'Orsola, Gallerie d'Italia

È considerato l'ultimo dipinto noto di Caravaggio, del 1610, poche settimane prima della morte. Lo commissionò il banchiere genovese Marcantonio Doria, e una lettera del suo agente racconta che il quadro partì per Genova con la vernice ancora fresca. Per secoli fu attribuito ad altri; il documento che lo restituisce a Caravaggio è stato ritrovato solo nel 1980. Oggi è esposto alle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, in via Toledo 177, nel palazzo dell'ex Banco di Napoli. Fino al 2022 si vedeva a Palazzo Zevallos Stigliano, che molte guide indicano ancora.

Cosa non c'è più

A Napoli Caravaggio dipinse anche per la chiesa di Sant'Anna dei Lombardi tre tele, tra cui una Resurrezione, andate perdute dopo il terremoto del 1805. Altri quadri del periodo napoletano sono finiti all'estero: la Negazione di Pietro è al Metropolitan di New York, una Salomè con la testa del Battista alla National Gallery di Londra. Nell'ottobre 1609 fu aggredito e sfregiato all'uscita dall'locanda del Cerriglio, nella zona di via Monteoliveto, da uomini legati a un suo nemico maltese: a Roma arrivò perfino la notizia della sua morte.

Il percorso

Pio Monte e Gallerie d'Italia si collegano a piedi in una ventina di minuti: da via dei Tribunali si scende lungo via Duomo e Spaccanapoli fino a via Toledo. Passando per San Domenico Maggiore si vede la cappella per cui nacque la Flagellazione. Capodimonte è in collina: ci si arriva con i bus ANM da piazza Museo o con navette, e la visita al museo vale da sola una mezza giornata. In una giornata intera si vedono tutti e tre i quadri senza correre.

Consigli pratici

I tre luoghi hanno orari e giorni di chiusura diversi, e le opere possono essere prestate a mostre: prima di partire conviene controllare sui siti ufficiali che il dipinto sia al suo posto. Al Pio Monte la tela si guarda da vicino, nella luce della chiesa. Per il contesto, le schede del Pio Monte della Misericordia e del Real Bosco e Museo di Capodimonte.

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