Quando si spengono le luci e restano accesi solo i profili dorati dei sei ordini di palchi, si capisce perché Stendhal scrisse che non c'era nulla in Europa che gli si avvicinasse. Il San Carlo non è un teatro storico: è il teatro d'opera più antico d'Europa ancora in attività, e da quasi tre secoli non ha smesso un solo anno di alzare il sipario.
Fu voluto da Carlo di Borbone e inaugurato il 4 novembre 1737, giorno del suo onomastico. Precede di quarant'anni la Scala di Milano e di trentacinque la Fenice di Venezia.
La costruzione richiese appena otto mesi, un tempo straordinario anche per l'epoca: il re voleva un teatro che affermasse immediatamente il prestigio della nuova dinastia.
Nel 1816 un incendio lo distrusse quasi completamente. Ferdinando I ordinò la ricostruzione immediata, affidata a Antonio Niccolini: il teatro riaprì in meno di un anno.
Sei ordini di palchi più il loggione, per oltre milletrecento posti. Il soffitto è affrescato con «Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo». Il palco reale, sormontato dalla corona, domina il centro della sala.
L'acustica è considerata tra le migliori al mondo, frutto della forma a ferro di cavallo e dei materiali originali.
Rossini e Donizetti ne furono direttori artistici. Vi hanno debuttato opere che sono entrate nel repertorio mondiale, e vi hanno cantato praticamente tutti i grandi interpreti degli ultimi tre secoli, da Enrico Caruso in poi.
Si può assistere a uno spettacolo — la stagione va da autunno a primavera, e il loggione costa poco — oppure fare la visita guidata diurna, che include sala, palco reale e foyer.
Per gli spettacoli conviene prenotare con largo anticipo.