Un architetto che progetta la propria casa non ha committenti da accontentare: fa quello che ha in mente. Ferdinando Sanfelice si costruì un palazzo con due scale gemelle affacciate sul cortile, e in quel gesto ci sono tutta la libertà e tutto l'orgoglio del barocco napoletano.
Ferdinando Sanfelice (1675-1748) fu tra i protagonisti dell'architettura napoletana del Settecento. Costruì questo palazzo a partire dal 1726 come propria residenza, in via Arena della Sanità.
Il complesso è in realtà articolato in due corpi con due cortili, e la scala principale — a doppia rampa aperta, con arcate sovrapposte — è la versione più matura della soluzione che ha reso il suo nome un aggettivo dell'architettura napoletana.
La scala aperta sul cortile risolve un problema pratico — illuminare e ventilare un vano che tradizionalmente era buio — e insieme crea un effetto teatrale, con prospettive che cambiano continuamente a chi sale e a chi guarda dal basso.
È lo stesso principio di Palazzo dello Spagnolo, poco distante, ed è utile visitare i due edifici nella stessa passeggiata per confrontarli.
Il palazzo è abitato e in condizioni di conservazione disomogenee: alcune parti sono state restaurate, altre mostrano i segni del tempo. Questa è una realtà del rione Sanità, non un difetto della visita: si tratta di architettura viva, non di un monumento isolato.
L'accesso al cortile è libero e gratuito. Vale lo stesso rispetto dovuto in qualsiasi condominio.
Via Arena della Sanità 6. Si raggiunge a piedi da piazza Cavour (metro Linea 1 e Linea 2) in una decina di minuti, oppure con l'ascensore che collega il ponte della Sanità al quartiere sottostante.
Combinalo con Palazzo dello Spagnolo, la Basilica di Santa Maria della Sanità e le Catacombe di San Gennaro.