Otto re di marmo ti guardano dalla facciata, uno per ogni dinastia che ha governato Napoli. È il modo più diretto che la città abbia trovato per raccontare la propria storia: non un museo, una fila di sovrani affacciati sulla piazza più grande della città.
Fu iniziato nel 1600 su progetto di Domenico Fontana per accogliere il re di Spagna Filippo III, che poi non venne mai. Restò residenza dei viceré spagnoli e, dal 1734, dei Borbone, che ne fecero la reggia principale del Regno di Napoli.
Le statue in facciata furono aggiunte solo nel 1888, per volere di Umberto I: rappresentano Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso d'Aragona, Carlo V, Carlo di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II.
Lo Scalone d'Onore, monumentale, in marmi bianchi e grigi, è considerato tra i più belli d'Europa.
L'Appartamento Storico conta oltre trenta sale con arredi originali, arazzi, porcellane e dipinti: il Teatrino di Corte, la Sala del Trono, la Cappella Reale con il presepe settecentesco.
Nel palazzo ha sede anche la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, che conserva tra l'altro i papiri carbonizzati della Villa dei Papiri di Ercolano.
Sul retro si apre un giardino affacciato sul golfo, spesso ignorato dai visitatori, che offre una vista sul Vesuvio e sul porto in una quiete inaspettata a pochi metri da piazza del Plebiscito.
Si trova su piazza del Plebiscito, a due passi dal Teatro San Carlo e dalla Galleria Umberto I. Verifica il giorno di chiusura settimanale prima di andare.