Entri da un portone qualunque della Sanità e ti trovi davanti una scala che sembra disegnata per una scenografia teatrale: due rampe che si aprono e si richiudono come ali, cinque livelli di archi bianchi e stucchi, e sopra un quadrato di cielo. Poi ti giri e ci sono i panni stesi, i motorini, la gente che rientra con la spesa. È un palazzo dove si vive, non un museo — ed è questo che lo rende straordinario.
Il palazzo fu costruito nel 1738 per Nicola Moscati, e la celebre scala è attribuita a Ferdinando Sanfelice, l'architetto che a Napoli ha inventato questo tipo di soluzione.
La struttura, detta «ad ali di falco» o a doppia rampa aperta, ribalta la logica tradizionale: invece di nascondere la scala dentro il corpo del palazzo, la mette in facciata sul cortile e la trasforma nell'elemento scenografico principale.
Il risultato è una macchina barocca che moltiplica prospettive e punti di vista a ogni gradino. Le scale di Sanfelice sono state studiate da architetti di tutto il mondo e citate come uno dei contributi napoletani più originali all'architettura europea.
«Dello Spagnolo» viene dal marchese Tommaso Atienza, di origine spagnola, che acquistò l'edificio nell'Ottocento.
Il cortile è liberamente accessibile e gratuito. Il palazzo è un condominio abitato: si entra, si guarda, si fotografa, ma con il rispetto che si deve a casa d'altri. Non si sale ai piani.
Negli anni ha fatto da set a numerosi film e serie televisive girate a Napoli.
Si trova in via dei Vergini 19, all'ingresso del rione Sanità. A pochi minuti a piedi ci sono Palazzo Sanfelice — l'altra grande scala, opera dello stesso architetto per sé stesso — la Basilica di Santa Maria della Sanità, le Catacombe di San Gennaro e il Cimitero delle Fontanelle.
Il modo migliore di visitarli è a piedi, uno dietro l'altro, in una mezza giornata.