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Galleria Borbonica — Chiaia
03 — Musei & Cultura

Galleria Borbonica

📍 Chiaia Visita guidata
Indicazioni stradali ↗ ★ 4.8 · 4758 recensioni ✓ Scheda premium verificata

In fondo al tunnel, nel buio, ci sono automobili degli anni Quaranta coperte di polvere e calcinacci, ferme dove qualcuno le ha lasciate. Nessuno è più tornato a riprenderle. È forse il luogo più cinematografico di Napoli, e quasi nessuno sa che esiste, a cento metri da via dei Mille.

Il tunnel del re

Lo fece scavare Ferdinando II di Borbone nel 1853, affidandolo all'architetto Errico Alvino. L'idea nacque dopo i moti del 1848: il re voleva una via di fuga sicura dal Palazzo Reale verso la caserma di piazza Vittoria e il mare.

L'opera doveva anche servire come collegamento militare rapido. Non fu mai completata: i lavori si fermarono nel 1855, e la caduta del regno nel 1860 chiuse definitivamente il progetto.

Il rifugio

Durante la Seconda guerra mondiale il tunnel fu adattato a ricovero antiaereo, capace di ospitare fino a diecimila persone. Fu uno dei più grandi della città.

Anche qui, come nei rifugi di Napoli Sotterranea, restano le tracce della vita quotidiana: scritte, disegni, oggetti, ricoveri improvvisati.

Il deposito giudiziario

Nel dopoguerra la galleria fu usata come deposito giudiziale comunale: vi finivano veicoli sequestrati, macerie, e materiale rimosso dalle strade dopo i bombardamenti.

Le automobili e le moto che si vedono oggi — modelli degli anni Quaranta e Cinquanta — sono lì da allora. Nessuno le ha mai reclamate. Insieme a esse ci sono statue, insegne, arredi urbani rimossi durante il fascismo e mai più recuperati.

La riscoperta

La galleria è stata riaperta e resa visitabile a partire dal 2010 grazie al lavoro di un'associazione di volontari e speleologi urbani, che ne hanno curato lo sgombero e la messa in sicurezza.

La visita

Esistono percorsi diversi: quello standard, a piedi; quello avventura, che passa per cunicoli più stretti; e in alcune giornate un percorso in zattera sull'acqua delle cisterne.

Gli ingressi sono a Chiaia (vico del Grottone, presso il parcheggio Morelli) e in via Domenico Morelli. Verifica il punto di ritrovo al momento della prenotazione, perché cambia in base al percorso scelto.

Temperatura costante, scarpe chiuse, e una felpa anche ad agosto.

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