Due giorni a Napoli sono un buon compromesso e una piccola crudeltà: basta per innamorarsene, non basta per capirla. L'errore da non fare è la lista della spesa — dodici tappe in due giorni significa averne viste zero. Meglio due giornate con una forma.
Comincia da piazza Bellini con un caffè, poi imbocca via dei Tribunali. Non correre: è il decumano maggiore e ci sono duemilacinquecento anni per strada.
Tappe: San Paolo Maggiore con le due colonne del tempio dei Dioscuri, San Gregorio Armeno con il chiostro, il Duomo e la cappella del Tesoro di San Gennaro.
Poi scendi su Spaccanapoli: la Cappella Sansevero — prenota, gli ingressi sono contingentati — e Santa Chiara con il chiostro maiolicato.
Una sola visita guidata, scegline una: Napoli Sotterranea dai Tribunali, oppure San Lorenzo Maggiore con il mercato romano, oppure la Galleria Borbonica se preferisci il Novecento.
Sono un'ora e mezza ciascuna. Farne due nello stesso pomeriggio è troppo.
Pizza nel centro storico — vai alle 19.30 o dopo le 22 per evitare la fila peggiore — e poi piazza Bellini o le traverse dei Tribunali per stare fuori.
Se preferisci sederti e parlare, sposta la serata a Chiaia.
Il lungomare pedonale da Mergellina a Castel dell'Ovo: tre chilometri con il Vesuvio davanti. Presto è quasi vuoto.
Castel dell'Ovo ha ingresso gratuito e terrazze sul golfo. Sotto c'è il Borgo Marinari.
Poi piazza del Plebiscito, la Galleria Umberto I, e un caffè al Gambrinus se ti va la sosta storica.
Sali con la funicolare Centrale da via Toledo. In quattro minuti sei al Vomero.
Castel Sant'Elmo per la vista a trecentosessanta gradi, o la Certosa di San Martino se preferisci i chiostri e i presepi. Non entrambi, se hai un treno da prendere.
Chiudi scendendo a piedi dalla Pedamentina: quattrocento gradini, venti minuti, e la città che si apre a ogni rampa. È il modo migliore di salutarla.
Pompei, il Vesuvio, le isole e la costiera. Ognuna è una giornata piena, e infilarla in un weekend significa passare metà del tempo sui mezzi.
Se il tuo obiettivo è Pompei, allora fai il contrario: un giorno Pompei, un giorno Napoli, e rinuncia al resto senza rimpianti.
Prenota la Cappella Sansevero appena decidi le date: è l'unica cosa che si esaurisce davvero.
Verifica le chiusure domenicali e del lunedì di musei e chiese. A Napoli cambiano più spesso di quanto si creda.