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Napoli segreta: venticinque luoghi che i turisti non trovano — Guida · Napoli nascosta
10b — Itinerari

Napoli segreta: venticinque luoghi che i turisti non trovano

📍 Guida · Napoli nascosta

Napoli ha un problema di sovraesposizione selettiva: cinque o sei luoghi assorbono il novanta per cento dei visitatori, mentre il resto di una delle città storicamente più stratificate d'Europa resta praticamente deserto. Non perché sia nascosto — quasi tutto è visibile e aperto — ma perché non è sui circuiti.

Questa è una lista di posti dove, anche in alta stagione, è probabile che tu sia solo o quasi.

Le scale che nessuno fotografa

Il Palazzo dello Spagnolo, al rione Sanità, ha una scala settecentesca «ad ali di falco» che è uno dei capolavori dell'architettura napoletana: si entra liberamente dal portone e si sta in un cortile che sembra una scenografia teatrale. Poco distante, il Palazzo Sanfelice ha una scala gemella dello stesso architetto, Ferdinando Sanfelice, ed è ancora meno frequentata.

Nel centro storico, il Palazzo Marigliano e il Palazzo Filomarino hanno cortili accessibili che quasi nessuno varca, pur trovandosi a pochi metri da Spaccanapoli.

Le chiese che valgono un museo

Il Pio Monte della Misericordia custodisce le Sette opere di Misericordia di Caravaggio nella collocazione originale per cui fu dipinta, nel 1607: è uno dei pochissimi casi al mondo in cui si vede un Caravaggio esattamente dove l'artista lo aveva pensato.

Santa Maria del Purgatorio ad Arco, sui decumani, ha un ipogeo dove si praticava il culto delle anime del purgatorio: dentro c'è il celebre teschio della «Principessa Lucia», ancora oggi oggetto di devozione popolare. Sant'Anna dei Lombardi conserva un gruppo scultoreo del Compianto sul Cristo morto in terracotta a grandezza naturale, del Quattrocento, che lascia senza parole e che vede pochissima gente.

Il sottosuolo meno battuto

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Tutti conoscono la Napoli Sotterranea di piazza San Gaetano. Molti meno il Complesso di Santa Luciella ai Librai, con la sua piccola cripta e il famoso «teschio con le orecchie»; o la Galleria Borbonica, il tunnel militare voluto da Ferdinando II sotto il Monte Echia, riscoperto negli anni Duemila e oggi visitabile con auto e moto d'epoca sequestrate e abbandonate lì per decenni.

Il Cimitero delle Fontanelle, alla Sanità, resta il luogo più impressionante e meno turistico della città: una cava di tufo con migliaia di resti ossei accatastati, teatro per secoli di un culto popolare tanto diffuso quanto ufficialmente osteggiato dalla Chiesa.

Gli scorci che non stanno nelle guide

Il Monte Echia è il punto dove nacque Partenope, il primo insediamento greco: oggi è una collinetta con una terrazza panoramica quasi sempre vuota, a pochi minuti da piazza del Plebiscito. La Rampa Caprioli e le scale che scendono da corso Vittorio Emanuele verso il centro sono percorsi verticali che i napoletani usano quotidianamente e i turisti ignorano del tutto.

A Posillipo, il Parco del Pausilypon si raggiunge attraversando la Grotta di Seiano, un tunnel romano di ottocento metri: dall'altra parte ci sono un teatro e un odeon affacciati sul mare, con quasi nessuno intorno.

I musei dimenticati

Il Museo Cappella Sansevero lo conoscono tutti; il Museo di Anatomia della Federico II, con le sue preparazioni ottocentesche, quasi nessuno. Il Museo Filangieri, riaperto dopo anni di chiusura, ha collezioni di armi, porcellane e dipinti in un palazzo quattrocentesco su Spaccanapoli. E l'Accademia di Belle Arti, con la sua quadreria e lo scalone monumentale, si visita liberamente in orario di apertura.

Perché nessuno ci va

La ragione è quasi sempre la stessa: mancanza di segnaletica, orari irregolari, e una comunicazione turistica che ha scelto di puntare su pochi simboli forti. Il consiglio pratico, se vuoi visitare questi luoghi, è verificare gli orari il giorno stesso — molti sono gestiti da associazioni o cooperative e possono variare. Ma la ricompensa è una città completamente diversa da quella che vedono le file davanti al Cristo Velato.

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