Napoli è una delle poche grandi città d'arte europee dove si può passare tre giorni interi senza pagare un biglietto e vedere comunque cose che altrove sarebbero l'attrazione principale. Il motivo è strutturale: gran parte del patrimonio artistico è dentro chiese, e le chiese in Italia sono gratuite.
Questa è la mappa completa del gratis a Napoli, senza trucchi e senza «offerta consigliata» mascherata da biglietto.
Il Duomo di Napoli si visita liberamente, e con esso la Basilica di Santa Restituta, che è una basilica paleocristiana inglobata nella cattedrale. Il Gesù Nuovo, con la sua facciata a punte di diamante e gli interni barocchi, è gratuito. Santa Chiara è gratuita nella chiesa (si paga solo il chiostro maiolicato). San Domenico Maggiore, San Paolo Maggiore, Santa Maria la Nova, il Duomo di San Gennaro: tutte accessibili senza biglietto.
Il caso più clamoroso è il Pio Monte della Misericordia, dove si può vedere un Caravaggio originale — le Sette opere di Misericordia — pagando pochissimo, e la chiesa dell'annessa istituzione è visibile anche dall'esterno del cortile.
Non si paga per il belvedere di San Martino, la piazzetta davanti alla Certosa da cui si vede tutto il golfo. Non si paga per il Parco Virgiliano a Posillipo, con le terrazze affacciate su Nisida, Capri e i Campi Flegrei. Non si paga per il Monte Echia, né per la terrazza di Sant'Antonio a Posillipo, né per il lungomare intero.
La passeggiata da Mergellina a Castel dell'Ovo, con via Caracciolo pedonalizzata, è gratuita e vale da sola un pomeriggio: il Borgo Marinari ai piedi del castello si attraversa liberamente, e anche l'ingresso a Castel dell'Ovo — questo è il dettaglio che quasi nessuno sa — è gratuito.
Il Real Bosco di Capodimonte, centotrenta ettari attorno alla reggia borbonica, è ad accesso libero: si paga solo il museo. La Villa Comunale sul lungomare è pubblica. Il Parco Vergiliano a Piedigrotta, con la tomba di Leopardi e quella che la tradizione indica come la tomba di Virgilio, è gratuito. Anche la Villa Floridiana al Vomero, con il suo belvedere, è ad accesso libero.
La Galleria Umberto I, con la cupola in ferro e vetro del 1890, è uno spazio pubblico attraversabile a qualsiasi ora. Piazza del Plebiscito, con il colonnato della Basilica di San Francesco di Paola e la facciata del Palazzo Reale, è una delle piazze monumentali più grandi d'Italia.
Le stazioni dell'arte della metropolitana Linea 1 sono musei di fatto: paghi solo il biglietto della metro (1,30 €) e vedi opere di artisti internazionali. La stazione Toledo, con il «Crater de Luz» di Oscar Tusquets Blanca, viene regolarmente indicata tra le più belle d'Europa.
Il mercato di Porta Nolana, quello della Pignasecca, il mercato di Antignano al Vomero: entrare non costa nulla ed è il modo più diretto per capire come funziona davvero questa città. La Pignasecca in particolare, a due passi da via Toledo, è un mercato storico attivo dal Cinquecento.
Restano poi le domeniche a ingresso libero nei musei statali, iniziativa del Ministero della Cultura attiva su base mensile: coinvolge il Museo Archeologico Nazionale, Capodimonte, la Certosa di San Martino, Castel Sant'Elmo e il Palazzo Reale. Le date vanno verificate sul sito ufficiale del ministero perché cambiano di anno in anno, ma è l'occasione per vedere gratuitamente proprio i musei più importanti.
Sommando: tre giorni a Napoli spendendo solo per mangiare e per i mezzi pubblici ti permettono di vedere un Caravaggio, sei o sette chiese monumentali, tre panorami tra i più belli del Mediterraneo, due parchi storici, un castello sul mare e un mercato del Cinquecento. Poche città al mondo reggono un confronto del genere.