Poche città sono state scritte quanto Napoli, e quasi nessuna è stata scritta con altrettanta ambivalenza. È una città che gli scrittori tendono ad amare e a giudicare nello stesso paragrafo, e questo ha prodotto una letteratura in cui il paesaggio non è mai solo sfondo.
Virgilio visse a lungo a Napoli e vi compose parte delle Georgiche. La tradizione colloca la sua tomba nel Parco Vergiliano a Piedigrotta, sopra la stazione di Mergellina, dove il sepolcro è visitabile gratuitamente.
Nel Medioevo la sua figura subì una trasformazione singolare: da poeta divenne, nell'immaginario popolare napoletano, un mago protettore della città. Gli si attribuiva la costruzione dell'uovo magico nascosto nelle fondamenta di Castel dell'Ovo, da cui il nome del castello.
Giacomo Leopardi trascorse a Napoli gli ultimi anni e vi morì nel 1837, durante l'epidemia di colera. È sepolto proprio accanto alla tomba di Virgilio, nello stesso parco — accostamento voluto e piuttosto significativo.
Qui scrisse La ginestra, il suo testo più radicale, ambientato sulle pendici del Vesuvio: il fiore che cresce sulla lava diventa l'immagine di una dignità umana che non si illude ma non si arrende.
Nel 1884, dopo l'epidemia di colera, Matilde Serao pubblicò un'inchiesta durissima sulle condizioni dei quartieri popolari, scritta contro la retorica del «risanamento» che stava per demolirli. È il testo che ha dato il nome a un'idea di Napoli — il ventre, la parte bassa e viscerale — ancora oggi citatissima.
I luoghi del libro sono i quartieri attorno a via Toledo, i Quartieri Spagnoli, la zona del Mercato.
Il romanzo del 1949, ambientato nella Napoli occupata dagli Alleati nel 1943, è il ritratto più feroce e più discusso della città in guerra. Malaparte fece anche costruire a Capri Casa Malaparte, una delle abitazioni più celebri dell'architettura moderna, visibile dal mare durante il giro dell'isola.
Pubblicato nel 1953, è probabilmente il libro più spietato mai scritto su questa città, tanto che l'autrice fu di fatto emarginata dall'ambiente intellettuale napoletano. Il titolo stesso è una dichiarazione: il mare, che dovrebbe essere la salvezza, resta separato dalla vita reale della gente.
«L'amica geniale» ha rimesso Napoli al centro della narrativa mondiale. Il rione dei romanzi è ispirato al Rione Luzzatti, zona di edilizia popolare vicino al Gianturco, lontanissima dai circuiti turistici; ma i luoghi simbolici della saga — la Napoli «di sopra» che le protagoniste raggiungono crescendo — sono il centro, piazza dei Martiri, il lungomare.
Il contrasto tra le due Napoli, quella del rione e quella del mare, è esattamente il motore narrativo dei quattro romanzi.
Mattina al Parco Vergiliano (Virgilio e Leopardi, gratuito), poi discesa a Mergellina e passeggiata sul lungomare fino a piazza dei Martiri (Ferrante). Pomeriggio nei Quartieri Spagnoli e attorno a via Toledo (Serao). Sera in una libreria storica del centro, di cui Napoli ha ancora una densità notevole, soprattutto attorno a Port'Alba — la strada dei librai, attiva dal Seicento.