Napoli sotto la pioggia migliora, se sai dove andare — e al Vomero la risposta è comoda: due dei musei più importanti della città stanno a cinquanta metri l'uno dall'altro, al coperto, in cima alla collina. Ci si sale in funicolare e non si esce per quattro ore.
Castel Sant'Elmo e Certosa di San Martino sono adiacenti. Insieme fanno una giornata piena, quasi tutta al coperto.
Nel castello c'è il Museo del Novecento a Napoli, sull'arte napoletana dal 1910 al 1980. Nella Certosa ci sono la chiesa, i chiostri — quelli sono all'aperto ma porticati — la sezione navale e la collezione presepiale.
Con la pioggia i chiostri della Certosa sono forse più belli: vuoti, con l'acqua sui marmi.
Il Museo Duca di Martina dentro Villa Floridiana: porcellane, avori, maioliche, in una villa neoclassica. È piccolo, al coperto, e con la pioggia è deserto.
Il parco attorno regge bene una pioggia leggera — i viali sono alberati — ma con l'acqua forte diventa scivoloso.
Non rinunciare al panorama solo perché piove. Dai camminamenti di Castel Sant'Elmo, con il cielo coperto e la luce bassa, Napoli sembra un'altra città: il golfo diventa grigio metallico e il Vesuvio entra e esce dalle nuvole.
Se la pioggia si apre per venti minuti, quello è il momento migliore della giornata.
Via Scarlatti e via Luca Giordano sono pedonali: si cammina tra i negozi senza dover schivare le auto e senza essere schizzati dai motorini che passano nelle pozze — che nel centro storico è la vera ragione per non uscire.
Ci sono bar, pasticcerie e librerie in cui aspettare che smetta.
Gli orari dei musei. I tre siti del Vomero fanno oggi capo a un'unica istituzione e gli orari sono cambiati con l'accorpamento: controllali il giorno stesso.
La chiusura settimanale. Non tutti chiudono lo stesso giorno.
Il parco. La Floridiana chiude al tramonto e in caso di allerta meteo può chiudere prima o restare chiusa: succede ogni inverno.
In funicolare o metropolitana, che sotto terra la pioggia non c'è. Sono anche il motivo per cui il Vomero con il maltempo è più comodo del centro: ci si sposta al coperto.
Non la Pedamentina. Quattrocento gradini di piperno bagnato sono un rischio reale, non una difficoltà.