Il Vomero viene spesso ridotto a una gita mordi e fuggi per il panorama. È un errore di prospettiva: è un quartiere con una personalità propria — più alto, più residenziale del centro storico, ma pieno di negozi, piazze e vita quotidiana — che regge tranquillamente un weekend intero.
Si comincia dalla Certosa di San Martino e dal suo belvedere, da cui Napoli si apre intera davanti agli occhi — è uno dei punti panoramici più completi della città, e a differenza di molti altri richiede di salire fin quassù apposta. Poi si scende lentamente verso via Luca Giordano e via Scarlatti, punto di partenza naturale per una passeggiata tra negozi e vita di quartiere.
Per il pranzo vale la pena alternare cucina tradizionale e street food: una tappa dedicata alla pizza fritta è una soluzione informale e veloce — gli indirizzi aggiornati sono qui — mentre per un pasto seduto gli elenchi di ristoranti del Vomero hanno orari e indirizzi verificati.
Il pomeriggio non ha bisogno di un programma rigido: al Vomero la cosa interessante è spesso una strada laterale, una scala, una piccola piazza fuori dai percorsi segnati. La sera il quartiere cambia ritmo da solo, e aperitivo e cena si possono organizzare senza dover scendere in centro.
Il secondo giorno si dedica alla parte meno turistica: mercati, botteghe, caffè, strade residenziali. Si può scegliere un secondo punto panoramico — Castel Sant'Elmo, accanto alla Certosa, offre una vista diversa, più alta ancora — e chiudere il weekend con una discesa verso Chiaia.
Il vantaggio reale di passare tempo al Vomero, non solo attraversarlo, è non doverlo vivere di corsa. È un quartiere che funziona quando si smette di considerarlo soltanto un punto da cui guardare Napoli, e si comincia a guardarlo per quello che è.