Sali con la funicolare e in quattro minuti sei in un'altra città. Strade larghe, palazzi di inizio Novecento, marciapiedi che si camminano, dieci gradi in meno d'estate. Il Vomero è la Napoli progettata a tavolino, l'opposto esatto dei decumani — e da lassù si vede tutto il resto.
Fino all'Ottocento questa collina era campagna: orti, vigne e ville di villeggiatura. Il nome viene dal vomere, la lama dell'aratro.
Il quartiere nasce in pochi decenni tra fine Ottocento e primi Novecento, con un piano regolatore che disegna strade larghe, piazze regolari e palazzi in stile liberty. Sopra, da secoli, c'erano già due edifici: una fortezza spagnola e un monastero certosino.
Castel Sant'Elmo — fortezza a stella a sei punte scavata nel tufo, cinquecentesca. Non fu quasi mai residenza: fu soprattutto prigione politica, e dalla sua posizione poteva bombardare la città sottostante. I camminamenti in cima danno la vista a trecentosessanta gradi più completa di Napoli. Dentro c'è il Museo del Novecento.
Certosa e Museo di San Martino — monastero del Trecento rifatto in barocco, a pochi metri dal castello. Chiostro grande, chiesa con opere di Ribera e Luca Giordano, sezione navale, e la collezione presepiale più importante al mondo con il presepe Cuciniello.
Villa Floridiana — parco pubblico gratuito in discesa verso Chiaia, con il Museo Duca di Martina dedicato alle arti decorative: porcellane, avori, maioliche.
I tre siti fanno oggi capo a un'unica istituzione, i Musei nazionali del Vomero: conviene verificare biglietti cumulativi e orari, che sono cambiati con l'accorpamento.
Via Scarlatti e via Luca Giordano, entrambe pedonali, si incrociano a piazza Vanvitelli e concentrano quasi tutto il commercio: catene, negozi indipendenti, pasticcerie, librerie.
Le traverse verso via Cilea e piazza degli Artisti hanno le botteghe più specializzate e i prezzi migliori. Il mercato di Antignano, poco sopra, è un mercato rionale vero: ci si va la mattina e non ci sono turisti.
Oltre a Sant'Elmo, il quartiere ha punti di vista gratuiti che quasi nessuno cerca. Via Aniello Falcone è la strada panoramica per eccellenza. Il belvedere in fondo al viale della Floridiana guarda il golfo attraverso i pini. E il piazzale davanti alla Certosa, prima della biglietteria, si raggiunge liberamente.
Diciamolo con onestà, perché in rete si legge di tutto.
Mezza giornata — Castel Sant'Elmo e la vista. È il minimo sindacale e già vale la salita.
Una giornata piena — Sant'Elmo e la Certosa insieme, che sono adiacenti. È la formula giusta per la maggior parte dei visitatori.
Due giorni — aggiungi la Floridiana con il museo, le due strade pedonali con calma, e una serata nel quartiere.
Oltre due giorni ha senso solo se stai dormendo qui e usi il Vomero come base, non come meta. Chi ha cinque giorni a Napoli li spende meglio distribuendoli: centro storico, Chiaia, la Sanità, il lungomare, Pompei.
Chi ti propone un itinerario di cinque giorni per un quartiere che si attraversa a piedi in venti minuti ti sta riempiendo una pagina.
Metropolitana Linea 1 — fermate Vanvitelli, Quattro Giornate, Medaglie d'Oro.
Le funicolari — Centrale da via Toledo (la più comoda e la più bella), Chiaia, Montesanto. Quest'ultima è la più utile per San Martino e Castel Sant'Elmo: si sale a Morghen e si è a pochi minuti a piedi.
Costano quanto un biglietto normale. Attenzione al ritorno: funicolari e metropolitana chiudono presto, verifica l'ultima corsa.
A piedi, dalla Pedamentina. Quattrocento gradini dalla Certosa al centro, venti minuti, con la città che si apre a ogni rampa. Sempre in discesa, mai in salita, e con scarpe che tengano: i gradini di piperno sono levigati.
È il quartiere residenziale più tranquillo tra quelli che un visitatore attraversa. Valgono le precauzioni normali di qualsiasi città: attenzione agli effetti personali nelle zone affollate, come via Scarlatti il sabato pomeriggio.
Il rischio maggiore qui, come nel resto di Napoli, sono i motorini agli incroci.
Per gli indirizzi con dati verificati — orari, telefoni, quartiere — usa gli elenchi del sito: ristoranti al Vomero, pizzerie al Vomero, locali della sera, dove dormire.
In questa guida non ti dò nomi di ristoranti: cambiano, chiudono, aprono, e un elenco scritto oggi è sbagliato entro un anno. Gli elenchi con i dati si aggiornano; un articolo no.