Napoli è costruita su un dislivello continuo tra il mare e le colline, e per secoli quel dislivello è stato risolto a piedi: con scale, rampe e gradonate che ancora oggi collegano i quartieri alti al centro. Se ne contano centinaia.
Sono percorsi pubblici, gratuiti, quasi sempre deserti, e offrono i punti di vista migliori della città. Quasi nessun visitatore li usa, perché non compaiono negli itinerari.
È la più celebre e la più bella: circa quattrocentoquindici gradini che scendono dalla Certosa di San Martino fino al centro, nella zona di Montesanto. Costruita nel Trecento per collegare la certosa alla città, offre a ogni tornante un affaccio diverso sul golfo.
Come farla: sali in funicolare al Vomero, visita la Certosa e il belvedere, poi scendi a piedi. In discesa sono venti-venticinque minuti comodi. In salita è tutt'altra faccenda.
Un sistema di scale e stradine che collega il Vomero a Chiaia, attraversando un tessuto di case basse, giardini e cortili che sembra un paese dentro la città. Meno monumentale della Pedamentina, più intimo.
Scendono da via Posillipo verso il mare, con scorci sulla costa e sulle ville. Sono il modo giusto per raggiungere alcuni degli accessi al mare della collina.
Sul versante nord, i percorsi che salgono verso l'Osservatorio Astronomico e Capodimonte attraversano una Napoli agricola e residenziale che i visitatori non vedono mai.
Nella zona di Montesanto, un reticolo di rampe collega la stazione della Cumana ai Quartieri Spagnoli e a corso Vittorio Emanuele: sono i percorsi usati ogni giorno dai napoletani per andare al lavoro.
Non è una scala ma merita la stessa attenzione: è la lunga strada a mezza costa che attraversa la città da est a ovest, costruita nell'Ottocento come «strada nuova». Percorrerla a piedi per un tratto significa avere la città sotto e il golfo davanti per chilometri.
Falle in discesa. Salire quattrocento gradini d'estate non è una passeggiata: usa funicolare o metropolitana per salire e le scale per scendere.
Scarpe con suola scolpita. I gradini sono spesso in pietra lisciata dall'uso e con la pioggia diventano scivolosi.
Di giorno. Alcuni tratti sono poco illuminati e poco frequentati la sera: sono percorsi urbani normali, ma vale la regola di buon senso valida in qualsiasi città.
Acqua. Su questi percorsi non ci sono bar, e d'estate il dislivello si sente.
Chi visita Napoli solo con la metropolitana e i taxi non percepisce mai la sua forma. Queste scale la rendono evidente: capisci perché il Vomero guarda il centro dall'alto, perché Posillipo è un'altra città, perché il centro antico sta in piano mentre tutto il resto sale. È la lezione di geografia più efficace che la città possa dare, e costa zero.