I mercati sono probabilmente il modo più diretto per capire Napoli, e sono anche l'unica attrazione della città che non ha bisogno di essere spiegata: si entra, si cammina, e in dieci minuti hai capito più cose che in un museo.
Non sono luoghi turistici. Sono dove la città fa la spesa, ogni mattina.
È il mercato storico più antico della città, attivo dal Cinquecento, a due passi da via Toledo e dalla stazione Montesanto. Occupa un reticolo di strade strette con banchi di pesce, verdura, salumi, formaggi, e una densità di friggitorie e banchi di street food notevole anche per Napoli.
Ora migliore: la mattina, tra le otto e mezzogiorno. Dopo le due il mercato si smonta.
Cosa cercare: il pesce, che qui arriva presto ed è il motivo per cui i napoletani ci vengono; e la sfogliatella nelle pasticcerie storiche della zona.
Vicino alla Stazione Centrale, è il mercato del pesce per eccellenza, con una parte dedicata anche a frutta, verdura e alimentari. È il più caotico e il più fotogenico, con le grida dei venditori che sono un genere a sé.
Ora migliore: molto presto, dalle sette alle dieci, quando arriva il pescato.
Il mercato del quartiere alto: più ordinato, più borghese, con banchi di abbigliamento e casalinghi oltre agli alimentari. È il posto giusto per vedere come si fa la spesa nella Napoli residenziale, molto diversa da quella del centro storico.
Fuori dai circuiti turistici, è il grande mercato dell'abbigliamento e soprattutto delle calzature, con una tradizione manifatturiera campana alle spalle. Si tiene in giorni specifici della settimana: verifica prima di andare.
Nella zona omonima, un lungo asse di banchi alimentari frequentato quasi esclusivamente da residenti. È tra i più autentici rimasti.
Chiedi prima di fotografare le persone. I banchi si fotografano tranquillamente, i volti no: è una questione di rispetto e in genere basta un cenno per avere il permesso.
Porta contanti. Molti banchi non accettano carte.
Non contrattare sugli alimentari. Si contratta sull'abbigliamento a Poggioreale, non sul pesce alla Pignasecca: lì i prezzi sono quelli.
Attenzione agli effetti personali, come in qualsiasi mercato affollato di qualsiasi città.
Un mercato napoletano non è un'esperienza commerciale: è teatro. Le grida dei venditori — che hanno formule fisse, ritmo e battute — sono una forma di oralità urbana che si sta perdendo ovunque e qui resiste. Attraversare la Pignasecca alle nove del mattino vale quanto una visita guidata, e non costa niente.