Napoli si può raccontare anche attraverso i colori — non solo quelli del mare o del cielo, che chiunque nota, ma quelli delle facciate, delle insegne, dei panni stesi tra un palazzo e l'altro, delle ceramiche nelle vetrine. Un vocabolario visivo che cambia da una strada all'altra più di quanto ci si aspetti.
Nel Centro Storico prevalgono pietra, intonaci, legno e i colori forti delle botteghe. In altri quartieri il linguaggio cromatico cambia completamente, ed è proprio questo confronto a rendere interessante il percorso.
La costa offre una base cromatica del tutto diversa dal centro: il blu diventa un elemento compositivo insieme alle facciate e al Vesuvio, che a seconda della luce cambia colore quasi quanto il mare sotto di lui.
Le ceramiche storiche aggiungono pattern e colori che funzionano particolarmente bene in fotografia — geometrie che si ripetono, ma mai identiche.
Le insegne commerciali sono una parte importante dell'identità visiva della città: cerca caratteri, colori e materiali, non solo il nome dell'attività.
Non serve una macchina fotografica professionale, basta uno smartphone e la voglia di allenarsi a vedere dettagli che normalmente si attraversano senza fermarsi.