Napoli attraverso il design, l'architettura e i locali contemporanei
Il design a Napoli non corrisponde a un quartiere preciso e non si esaurisce nei negozi di arredamento. È un modo di leggere la città, fatto di oggetti quotidiani, interni, grafica, moda e artigianato, e di osservare come tutto questo viene continuamente reinterpretato, spesso senza che nessuno lo dichiari. Ecco dove guardare, e un itinerario per metterlo in fila.
Partire dagli oggetti
Guarda come sono progettati gli oggetti che attraversi senza notarli: insegne, sedute dei bar, ceramiche, packaging, lampade nei locali dove entri solo per un caffè. A Napoli molti di questi dettagli hanno decenni di storia e convivono con interventi recentissimi, spesso nella stessa strada.
Sottoterra: le stazioni come progetto
Il primo museo del design contemporaneo della città si attraversa con un biglietto della metro. Toledo, firmata da Óscar Tusquets Blanca e inaugurata nel 2012, scende verso il pozzo di luce del «Crater de Luz» rivestito di mosaici blu. Università, di Karim Rashid, gioca con colori accesi e superfici fluide. Il percorso completo, con l'ordine giusto delle fermate, è in Le stazioni dell'arte.
Il Novecento in superficie
- Palazzo delle Poste, piazza Matteotti: costruito tra il 1933 e il 1936 su progetto di Giuseppe Vaccaro e Gino Franzi, con la grande facciata curva rivestita di marmo. È uno degli edifici chiave del razionalismo italiano: lo raccontiamo in Il Palazzo delle Poste.
- Palazzo Mannajuolo, via Filangieri: liberty, costruito tra il 1909 e il 1911 da Giulio Ulisse Arata in cemento armato, con la scala ellittica a sbalzo e la balaustra in ferro battuto.
- Centro Direzionale: il quartiere di grattacieli progettato da Kenzo Tange, affidato nel 1982 e completato nel 1995, il primo complesso di questo tipo in Italia. Tra gli edifici c'è anche un intervento di Renzo Piano.
Altri spunti in Napoli e l'architettura del Novecento.
Gli spazi del contemporaneo
Il Madre, in via Settembrini, occupa Palazzo Donnaregina: aperto in parte nel 2005 e completato nel 2007, con gli spazi espositivi ampliati da Álvaro Siza. Le Gallerie d'Italia sono dal 2022 nel Palazzo del Banco di Napoli su via Toledo, con un allestimento curato da Michele De Lucchi. Per il design in senso stretto c'è il Plart, in via Martucci 48: oltre duemila oggetti in plastica, un secolo di design industriale. Conviene contattarlo prima, perché gli spazi seguono le mostre in corso.
Design e artigianato, la stessa mano
A Napoli la distinzione tra designer e artigiano è spesso meno netta che altrove: la tradizione materiale diventa materia prima per progetti contemporanei. L'esempio storico è la Real Fabbrica di Capodimonte, che nel Settecento realizzò il Salottino di Porcellana, una stanza interamente rivestita di porcellana oggi negli appartamenti reali di Capodimonte. Per il presente, segui la ceramica: c'è una guida in Napoli e il mondo della ceramica.
Locali e interni da leggere come progetti
Anche locali, hotel, ristoranti e spazi culturali si leggono come progetti: materiali, proporzioni, il modo in cui la luce entra da una vetrina, come un palazzo storico viene adattato a una funzione nuova. Una terrazza sopra un edificio alto sul porto, come il Romeo Roof Garden, racconta la città contemporanea quanto una facciata.
Un itinerario che alterna
- Mattina: Linea 1 fino a Museo, poi a piedi al Madre in via Settembrini.
- Tarda mattinata: di nuovo in metro, scendi a Università e a Toledo, e risali su via Toledo per le Gallerie d'Italia.
- Pranzo e primo pomeriggio: a piedi fino a piazza Matteotti per il Palazzo delle Poste, poi una bottega del centro.
- Tardo pomeriggio: Chiaia, con via Filangieri, il Palazzo Mannajuolo e il Plart.
Il Centro Direzionale merita una mezza giornata a parte, a pochi minuti da piazza Garibaldi.
Novembre e il periodo natalizio
In autunno l'itinerario regge bene la pioggia: stazioni, musei e gallerie sono al coperto. A dicembre via Toledo è affollata, soprattutto nel weekend: spostati in metro tra una tappa e l'altra e tieni le visite ai musei per la mattina.
Guardare Napoli attraverso il design significa osservare non soltanto ciò che la città conserva, ma ciò che continua, ogni giorno, a progettare.