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Blog · Storia

Parlesia: il gergo segreto di Napoli

Come nacque, chi la parlava e cosa significano le sue parole più note.

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Un piccolo glossario

Selezione dei termini più documentati nelle fonti storiche e giornalistiche sulla parlesia — non un dizionario esaustivo, che per la natura orale di questa tradizione non è mai esistito.

Sciantosa
Cantante o donna di spettacolo, spesso con un’accezione ammirata; dal francese «chanteuse», adattato foneticamente al napoletano.
Ammuina
Confusione, trambusto organizzato ad arte — anche fuori dalla parlesia è entrato nell’italiano comune («fare ammuina»).
Bruffo / bruffa
Persona brutta o di cattivo gusto, spesso riferito con ironia a un abbigliamento o un comportamento fuori luogo.
Vasavasa
Bacio, effusione — dal napoletano «vasà» (baciare), raddoppiato secondo lo schema tipico di molte parole in parlesia.
Zita
Fidanzata, promessa sposa nel napoletano tradizionale, ripresa in parlesia con sfumature ironiche legate al corteggiamento.
Femmena
Termine di rispetto e ammirazione usato per indicare una figura femminile di carattere, sicura di sé.
Mappina
Letteralmente «strofinaccio» in napoletano; in parlesia indica per estensione qualcosa o qualcuno di scarso valore.
Scucciamento
Fastidio, noia insistente — da «scucciare», infastidire, uno dei tanti prestiti diretti dal napoletano colloquiale.
Guapparia
Spavalderia, atteggiamento da guappo: un’aria di sicurezza e sfida, spesso usata con ironia bonaria.
Nammurato/a
Innamorato/a — variante fonetica napoletana entrata stabilmente nel lessico affettivo della parlesia.